Foto di repertorio

Si fa licenziare per prendere la disoccupazione, nei guai cuoco riminese

Un 52enne è indagato assieme ai legali rappresentanti di una società di servizi

La Procura di Ravenna ha notificato l' avviso di conclusione indagine a un 52enne riminese, accusato di truffa in concorso con i legali rappresentanti di una società di servizi ravennate, coinvolta in una maxi indagine, avviata nel 2017, su società che gestiscono stabilmenti balneari e hotel di Milano Marittima, per ipotesi di reato di tipo fiscale. 

Il riminese era impiegato nella cucina di un'attività ristorativa del nostro territorio, passata in gestione, tramite contratto di affitto di azienda, alla società di servizi. Nel mirino della procura uno scambio di e-mail con le quali il 52enne chiedeva il licenziamento. Secondo la Procura infatti si era messo d'accordo, con il suo datore di lavoro, stabilendo a priori un giustificato motivo di licenziamento, affinché l'uomo cessasse di lavorare e incassasse l'indennità di disoccupazione. L'indagato ricevette sussidi per 22.000 euro, ma ora, difeso dall'avvocato Alvaro Rinaldi, dovrà chiarire la propria posizione. I legali rappresentanti della società di servizi, specializzata nella somministrazione di manodopera nel turismo e nella ristorazione, devono rispondere, nel filone principale di indagine, per un giro di fatture e per contratti di appalto di servizi che la Procura ritiene inesistenti, al fine di ottenere un consistente credito Iva.

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