Cessione d’impresa, in Emilia Romagna solo 4 acquirenti su 50

Il 42% degli imprenditori intervistati vorrebbe vendere la propria attività, ma trovare qualcuno disposto a rilevarla resta difficile. CNA Rimini chiede misure dedicate a chi subentra

A cura di Redazione Redazione
07 novembre 2026 10:48
Cessione d’impresa, in Emilia Romagna solo 4 acquirenti su 50 - Marco Polazzi
Marco Polazzi
Condividi

Un’impresa con clienti, fornitori e anni di lavoro alle spalle può chiudere semplicemente perché manca qualcuno disposto a prenderne il posto. È il problema del passaggio generazionale che emerge dall’indagine di CNA Giovani Imprenditori, rilanciata da CNA Rimini.

La rilevazione, realizzata a marzo 2026 su 2.055 imprenditori italiani, ha coinvolto anche 570 operatori dell’Emilia-Romagna. Nel campione regionale, l’85,7% di chi ha risposto ha dichiarato di aver pensato a come garantire continuità alla propria attività dopo il ritiro. Il 42% vorrebbe venderla, a soggetti esterni oppure ai dipendenti, mentre il 24% guarda alla successione familiare.

Il passaggio dalle intenzioni ai fatti, però, si rivela complicato. Tra i 50 imprenditori che hanno avviato passi concreti per vendere a terzi, 28 non hanno trovato acquirenti, 18 non sono arrivati a un accordo e soltanto quattro hanno individuato un compratore. "Per il territorio riminese la continuità delle piccole imprese è una questione di sviluppo, non una vicenda privata da lasciare alle sole famiglie", osserva Marco Polazzi, presidente di CNA Rimini. Quando un’attività chiude senza un successore, avverte, si rischia di perdere professionalità, rapporti con clienti e fornitori e opportunità per i giovani. Da qui la richiesta di dare a chi rileva un’impresa lo stesso sostegno previsto per chi ne avvia una nuova.

L’indagine individua anche alcuni ostacoli: il 60,7% degli intervistati considera le agevolazioni fiscali il primo fattore per facilitare il passaggio, mentre il 33,2% segnala difficoltà nell’accesso al credito nella fase di avvio.

"Non basta mettere in contatto chi cede e chi acquista", sottolinea Davide Ortalli, direttore di CNA Rimini. Servono una valutazione corretta dell’azienda, la verifica della sostenibilità economica del subentro, la programmazione degli investimenti e il trasferimento delle competenze Tra le proposte dell’associazione ci sono l’estensione degli incentivi per l’avvio d’impresa anche a chi subentra, una riduzione degli oneri fiscali legati al trasferimento, finanziamenti e garanzie dedicati attraverso banche e Confidi. CNA chiede inoltre un voucher per sostenere i costi della valutazione aziendale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail