Concessioni balneari, Frisoni: “Il bando-tipo deve garantire regole chiare e omogenee”

L’assessora regionale al Turismo: “No a responsabilità scaricate su Regioni e Comuni. La competizione deve puntare su qualità, servizi e investimenti”

A cura di Redazione Redazione
01 ottobre 2026 15:48
Concessioni balneari, Frisoni: “Il bando-tipo deve garantire regole chiare e omogenee” -
Condividi

“Stiamo approfondendo l’ultima versione del bando-tipo e nei prossimi giorni ci confronteremo con le altre Regioni in vista del parere che dovrà essere espresso in Conferenza unificata. Il lavoro svolto in questi mesi ha permesso di fare passi avanti, ma restano alcuni punti cruciali sui quali riteniamo necessario continuare il confronto con il Governo. Un principio per noi è molto chiaro: non possono essere scaricate in maniera confusa a Regioni e Comuni adempimenti, responsabilità o decisioni che per loro natura e competenza devono trovare una chiara definizione a livello statale. Il bando-tipo deve servire esattamente al contrario: costruire una cornice nazionale chiara e omogenea, dentro la quale le amministrazioni possano operare con certezza”.

Così l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, sulla nuova versione dello schema di bando-tipo nazionale predisposto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa.

La bozza, ancora oggetto di confronto con Regioni ed enti locali, definisce il modello di riferimento per le procedure che dovranno essere predisposte dagli enti concedenti. Tra le disposizioni previste, una durata delle nuove concessioni compresa tra 5 e 20 anni e l’avvio delle procedure di affidamento almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli e comunque entro il 30 giugno 2027. La bozza prevede inoltre che durante lo svolgimento delle procedure sia garantita la continuità dei servizi e che i titoli attualmente in essere mantengano efficacia fino all’effettivo subentro del nuovo concessionario.

“Ci sono aspetti che vanno nella direzione che abbiamo indicato fin dall’inizio, a partire dalla tutela della continuità del servizio, che consideriamo fondamentale per garantire la qualità dell’offerta turistica e accompagnare in modo ordinato questa fase di transizione- prosegue l’assessora Frisoni-. Allo stesso tempo ribadiamo la nostra contrarietà a criteri che attribuiscano punteggi sulla base dell’aumento del canone: la competizione deve misurarsi innanzitutto sulla qualità dei progetti, dei servizi e degli investimenti. Ed è altrettanto importante che, all’interno di una cornice nazionale chiara, sia lasciata ai Comuni la necessaria flessibilità per declinare i bandi sulla base delle caratteristiche e delle esigenze dei diversi territori. È un punto sul quale abbiamo insistito fin dall’avvio del confronto e che continueremo a sostenere”.

“Occorre arrivare a una versione realmente condivisa del bando-tipo e, soprattutto, a un provvedimento che possa essere concretamente applicato e dare certezze alle amministrazioni e alle imprese- conclude l’assessora-. Dopo mesi di lavoro tecnico, serve completare il percorso senza lasciare zone grigie o questioni irrisolte sulle spalle dei territori. Come Regione abbiamo accompagnato fin dall’inizio questo percorso mantenendo un confronto costante con i Comuni, le associazioni di categoria e tutti i soggetti coinvolti, e continueremo a portare le istanze del sistema balneare emiliano-romagnolo al tavolo nazionale. L’obiettivo resta quello su cui abbiamo lavorato in questi mesi: regole nazionali certe, responsabilità chiare e strumenti che permettano ai Comuni di affrontare le procedure tutelando la qualità e le caratteristiche del nostro sistema balneare”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail