Domani dal Papa anche gli ex ragazzi di SanPa

Carcerati, persone senza fissa dimora ed ex tossicodipendenti saranno accolti in duomo a Rimini

A cura di Michela Alessi Redazione
21 agosto 2026 12:58
Domani dal Papa anche gli ex ragazzi di SanPa  -
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Domani il Duomo di Rimini si prepara ad accogliere Papa Leone XIV per uno degli appuntamenti più attesi della sua visita pastorale in città: l'incontro con le persone in condizioni di vulnerabilità.
Ad attenderlo saranno 80 persone in sedia a rotelle e altre 400 persone: carcerati, persone senza fissa dimora, persone in recupero dalle dipendenze patologiche provenienti dalle comunità di San Patrignano e di don Oreste Benzi, ragazzi autistici, accompagnati nei giorni precedenti a familiarizzare con l'ambiente in cui si svolgerà l'incontro, sacerdoti anziani, suore Clarisse di clausura, ragazzi con sindrome di Down, persone sole che frequentano la mensa della Caritas e altre che ricevono a casa i pasti della Caritas.

Tra le tante storie che si intrecceranno sotto le volte del Duomo, ci sono anche quelle di Luca e Cristina: due percorsi diversi, due comunità diverse — la Papa Giovanni XXIII e San Patrignano — "ma una stessa storia di caduta e di rinascita, e una stessa parola per raccontarla: gratitudine".

Luca ha vissuto il suo percorso di recupero nella comunità terapeutica di Sant'Aquilina della Giovanni XXIII, sotto la guida di don Nevio Faitanini, storico collaboratore di don Oreste Benzi. "Sono mostri", dice delle dipendenze che lo hanno accompagnato e che, ammette, "anche tuttora dentro di me prima o poi tornano". Oggi Luca ha concluso il proprio percorso terapeutico e si è laureato.

Bergamasca di origine, Cristina è a San Patrignano dal 1990. Ha iniziato a fare uso di eroina a 15 anni. "Nonostante la tossicodipendenza, in quegli anni mi sono capitate le due cose più belle della mia vita", racconta: l'incontro con Roberto, che sarebbe diventato suo marito 42 anni fa, e la nascita della figlia Alice. Ma neppure la gravidanza è bastata a farle interrompere l'uso di eroina. "Cresceva ogni giorno la consapevolezza di essere una cattiva mamma", ricorda Cristina. Poi l'incontro con Vincenzo Muccioli. Era il 23 aprile 1990: "Quel giorno è stato l'inizio della mia seconda vita".

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