Caracas libera due italiani, si accende la speranza per gli altri

Gasperin e Pilieri tornano in libertà: Tajani spinge per accelerare le scarcerazioni di Trentini, Burlò e altri connazionali

A cura di Glauco Valentini Redazione
09 gennaio 2026 07:51
Caracas libera due italiani, si accende la speranza per gli altri -
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Il governo venezuelano ha dato un segnale importante liberando alcuni prigionieri politici, tra cui cittadini stranieri, in un gesto presentato come un tentativo di “ricerca di pace” e apertura verso la comunità internazionale. In questo contesto, due cittadini italiani – l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico italo-venezuelano Biagio Pilieri – sono stati liberati dalle carceri venezuelane, riaccendendo la speranza per le sorti di altri nostri connazionali detenuti nel paese sudamericano.

Luigi Gasperin, 77 anni, è stato scarcerato dopo mesi di detenzione iniziati nell’agosto 2025, quando era stato arrestato nello Stato di Monagas con l’accusa di detenzione e uso di materiale esplosivo, un quadro accusatorio contestato e ritenuto da molti osservatori parte di un contesto più ampio di detenzioni politiche.

Anche Biagio Pilieri, figura nota nell’opposizione venezuelana, è stato rilasciato, dopo oltre un anno di carcere. La sua detenzione, legata al suo impegno politico, era seguita con apprensione dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

La liberazione di Gasperin e Pilieri rappresenta una prima concreta apertura del nuovo scenario politico venezuelano, arrivata poco dopo il cambiamento della leadership del paese. L’annuncio ufficiale della scarcerazione è stato fatto dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, che ha definito la misura come parte di un processo volto a favorire la pacifica convivenza e segnare un nuovo corso nelle relazioni esterne del Venezuela.

Tuttavia, resta molta tensione e attesa per altri italiani ancora detenuti. Tra questi c’è Alberto Trentini, cooperante italiano che si trova in carcere di massima sicurezza da novembre 2024 dopo il suo arresto nello Stato di Apure mentre lavorava per una Ong. La sua situazione continua a tenere in ansia familiari e autorità italiane, che da mesi chiedono il suo rilascio.

C’è attesa anche per l’imprenditore Mario Burlò, trattenuto da oltre un anno senza accuse chiare secondo i familiari, e per altri cittadini italiani con doppia cittadinanza tra i prigionieri politici.

Da parte italiana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha intensificato i contatti diplomatici, lavorando con l’ambasciatore a Caracas, la Farnesina, la rete consolare e interlocutori internazionali per accelerare il processo di liberazione di tutti i detenuti italiani. Il governo italiano ha ribadito che si sta muovendo su più fronti, anche in coordinamento con gli Stati Uniti e altri partner, per una soluzione favorevole ai casi aperti.

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