Educazione affettiva nelle scuole, Marcello (Fdi) chiede chiarezza: "Quali progetti della Regione?"
Marcello: “Non è chiaro quante risorse vengano destinate ogni anno a questi percorsi, né quali siano nel dettaglio i contenuti proposti”
Il tema dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole torna al centro del dibattito politico regionale. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Nicola Marcello ha presentato un’interrogazione a risposta orale in Commissione, rivolta alla Giunta dell’Emilia-Romagna, per fare chiarezza su obiettivi, contenuti, risorse e modalità dei progetti promossi sul territorio regionale.
Secondo Marcello, il dibattito rischia spesso di sovrapporre due piani distinti: da un lato l’educazione all’affettività e al rispetto reciproco, considerata un elemento importante della crescita relazionale degli studenti; dall’altro l’educazione sessuale in senso stretto, che coinvolge aspetti intimi e biologici e che, proprio per questo, richiede particolare cautela e un pieno coinvolgimento delle famiglie.
Nel mirino dell’interrogazione finiscono le iniziative attivate in Emilia-Romagna nell’ambito della legge regionale n. 19 del 2018 e del Piano regionale della prevenzione 2021–2025, che includono programmi di promozione della salute nelle scuole. Tra questi viene citato anche il progetto “W l’Amore”, promosso da alcune Ausl e sostenuto dalla Regione, rivolto in particolare agli adolescenti.
“Non è chiaro – evidenzia il consigliere – quante risorse vengano destinate ogni anno a questi percorsi, quante scuole e quanti studenti siano coinvolti, né quali siano nel dettaglio i contenuti proposti”. In particolare, secondo Fratelli d’Italia, manca una distinzione trasparente tra moduli di carattere affettivo-relazionale e quelli di educazione sessuale in senso tecnico, così come non risultano facilmente consultabili i materiali didattici utilizzati o i criteri di selezione degli esperti esterni.
L’interrogazione chiede quindi alla Giunta regionale di fornire un quadro dettagliato dei progetti attivati negli ultimi due anni, specificando costi, scuole e province coinvolte e fonti di finanziamento, oltre a chiarire se e come la Regione intenda sostenere in futuro iniziative di educazione sessuale. Al centro della richiesta anche le garanzie sul rispetto della libertà educativa delle famiglie e sulla coerenza con le indicazioni del Governo nazionale e del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Una presa di posizione che riporta l’attenzione sul ruolo delle Regioni in un ambito particolarmente sensibile, dove scuola, sanità e famiglia si intrecciano e dove, come sottolinea Marcello, “trasparenza, chiarezza e rispetto dei diritti dei genitori devono essere principi non negoziabili”.
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