Il tesoro naturale e storico nascosto tra le colline di Quattro Castella, un’oasi tra natura e vicende millenarie

Scopri l’Oasi Bianello a Quattro Castella: natura incontaminata, storia matildica e una curiosità sulla sua biodiversità unica.

A cura di Redazione
30 agosto 2025 18:00
Il tesoro naturale e storico nascosto tra le colline di Quattro Castella, un’oasi tra natura e vicende millenarie - Foto: Giorgio Galeotti/Wikipedia
Foto: Giorgio Galeotti/Wikipedia
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Oasi Bianello, situata nel comune di Quattro Castella in Emilia-Romagna, rappresenta una delle aree naturali più suggestive e, al tempo stesso, meno conosciute del territorio reggiano. Questo prezioso scrigno di biodiversità si sviluppa attorno al Colle Bianello, uno dei celebri Quattro Colli Matildici che, con i loro profili dolci e maestosi, hanno segnato per secoli la storia del paesaggio e dell’identità di queste terre. Il nome dei colli è indissolubilmente legato a Matilde di Canossa, figura cardine del Medioevo europeo, protagonista di eventi politici e religiosi che cambiarono le sorti dell’Italia e del Papato. Proprio queste alture furono teatro di trattative, alleanze e scontri che resero la zona una cerniera strategica tra il nord e il centro della penisola.

L'oasi tra storia e natura

All’interno dell’oasi si incontrano ambienti di rara varietà: boschi secolari di querce e carpini, prati aridi che in primavera si ricoprono di fioriture spontanee e zone umide che accolgono una ricchissima fauna selvatica. Fra gli animali che popolano l’area si annoverano rapaci come il nibbio bruno e il falco pellegrino, oltre a numerosi piccoli mammiferi e cervi che scendono a pascolare nelle ore più tranquille della giornata. Questo mosaico naturale fa dell’Oasi Bianello un luogo ideale per chi pratica birdwatching, fotografia naturalistica e trekking immerso nel silenzio dei colli reggiani. L’area è percorsa da sentieri ben segnalati che consentono di esplorare il territorio in tutta sicurezza, adatti sia agli escursionisti esperti sia alle famiglie in cerca di passeggiate panoramiche.

Ma l’oasi non è solo natura: nel cuore del colle sorge il Castello di Bianello, l’unico tra i quattro manieri a essere giunto fino a noi pressoché integro. Questo castello riveste un ruolo storico di primissimo piano: qui, nel 1111, si svolse l’incontro tra l’imperatore Enrico IV e Matilde di Canossa, un episodio che culminò con la concessione alla contessa del titolo di Vice-Regina d’Italia. Un riconoscimento che sancì ufficialmente il prestigio e il potere della signora di Canossa e che trasformò il castello in un simbolo della politica imperiale e papale del tempo. Oggi, visitare le sue sale e le mura merlate permette di rivivere atmosfere medievali ancora perfettamente conservate e di ammirare il panorama che spazia dalla pianura Padana fino ai rilievi appenninici.

Il cuore verde di Quattro Castella e le sue peculiarità

Gestita come riserva naturale regionale, l’Oasi Bianello funge da corridoio ecologico di enorme valore per la biodiversità dell’Appennino emiliano. Le sue caratteristiche geologiche e climatiche favoriscono la coesistenza di specie tipiche sia della pianura sia della collina, creando un ecosistema di transizione che ospita numerose specie vegetali rare e protette. Gli itinerari interni, accuratamente tracciati, guidano il visitatore attraverso una progressione di ambienti che vanno dai boschi umidi e ombrosi alle radure aperte, offrendo scorci spettacolari sulla valle e sul reticolo di campi coltivati che caratterizza la bassa reggiana. Nelle giornate particolarmente limpide, dai punti panoramici più alti è possibile scorgere persino il profilo delle Alpi, a centinaia di chilometri di distanza.

L’oasi non è solo un paradiso per gli amanti della natura ma anche un luogo di cultura e tradizione. Ogni anno, infatti, ospita la celebre Rievocazione Storica di Matilde di Canossa, durante la quale centinaia di figuranti in abiti d’epoca popolano le vie di Quattro Castella per ricordare i fasti medievali della contessa. Questo evento, che unisce spettacolo, storia e rievocazione militare, è uno dei momenti più attesi del calendario culturale reggiano e richiama visitatori da tutta Italia. L’atmosfera si carica di suggestione: il borgo si trasforma in un set vivente, con sbandieratori, cortei storici e mercati artigianali che rievocano la vita del XII secolo.

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