Meloni attacca le toghe e rilancia sul ruolo dell’Ue: “Serve un dialogo diretto con Mosca”

Nella conferenza stampa di inizio anno la premier tocca tutti i dossier: giustizia, Ucraina, rapporti con Mattarella e scenari futuri

A cura di Glauco Valentini Redazione
09 gennaio 2026 16:04
Meloni attacca le toghe e rilancia sul ruolo dell’Ue: “Serve un dialogo diretto con Mosca” - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, foto Ansa
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, foto Ansa
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Tre ore di confronto, quaranta domande e un ventaglio di temi che spazia dalla giustizia alla politica estera, passando per il Quirinale e qualche battuta sul futuro personale. La conferenza stampa di inizio anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trasforma in un bilancio politico e in un’agenda per i mesi a venire.

Giustizia, referendum il 22-23 marzo: “Le toghe rendono vano il nostro lavoro

La premier conferma che il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e 23 marzo, sottolineando la necessità di una riforma profonda. Non manca un passaggio critico nei confronti della magistratura: “Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”, afferma, ribadendo la volontà di intervenire per “ripristinare equilibrio e responsabilità”.

Ucraina e politica estera: “L’Ue parli direttamente con Mosca”

Sul fronte internazionale Meloni accende i riflettori sulla guerra in Ucraina e invita Bruxelles a un cambio di passo: “È ora che l’Unione europea parli direttamente con Mosca”. Arriva anche una risposta indiretta alle posizioni statunitensi sulla Groenlandia: “Non credo nell’azione militare, sarebbe un errore”, dichiara, prendendo le distanze da ipotesi di intervento.

La premier esprime inoltre “gratitudine” verso il Venezuela per la liberazione dei prigionieri stranieri e manifesta “fiducia” nel rilascio di Alberto Trentini, ancora detenuto.

Quirinale e rapporti istituzionali: “Con Mattarella non sempre d’accordo, ma rapporto ottimo”

Meloni affronta anche il tema del rapporto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Non sempre siamo d’accordo, ma i rapporti sono ottimi. C’è sempre la volontà di difendere l’interesse nazionale. Alla domanda su un suo possibile futuro al Colle, la premier liquida l’ipotesi con ironia: “Non voglio salire di livello, mi faccio bastare il mio. Il futuro? Andrei a lavorare da Fiorello…”, scherza.

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