Scrive sui muri dei bagni nomi, numero e offerta di incontri sessuali, tre imprenditori tempestati di telefonate

La vicenda è sfociata in un processo, imputato un 50enne accusato di essere un imbrattatore "stalker"

A cura di Redazione Redazione
11 maggio 2018 04:46
Scrive sui muri dei bagni nomi, numero e offerta di incontri sessuali, tre imprenditori tempestati di telefonate -
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Non sono ancora noti i motivi che spinsero un 50enne di Riccione, nel 2013, a perseguitare tre concittadini, due commercianti e un ristoratore, che si trovarono i propri nomi e cognomi scritti sui muri della città di Riccione, fino a Cattolica, accompagnati da insulti. Ma non solo. I loro numeri furono scritti nei bagni pubblici, sempre con nomi e cognomi, aggiungendo offerte di prestazioni sessuali rivolte a un pubblico omosessuale. In tutta risposta i tre, una volta sorpreso il 50enne al parco delle Magnolie, lo picchiarono, mandandolo al pronto soccorso con il volto tumefatto, senza un paio di denti, con due costole e la mandibola rotte. La vicenda è finita in Tribunale: il 50enne, difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, è accusato di stalking, danneggiamento, diffamazione e lesioni: quella sera del 20 febbraio 2013, a confronto con i tre al parco delle Magnolie, non si sarebbe limitato a difendersi. Il ristoratore e i due commercianti, tutti difesi dall'avvocato Stefano Caroli, devono invece rispondere di lesioni. Proprio gli ultimi tre sono stati sentiti in udienza giovedì 10 maggio, raccontando quello che per loro è stato un "calvario". Tutti e tre hanno raccontato delle numerose telefonate ricevute da omosessuali a caccia di un'avventura, dopo aver letto quegli "annunci" e c'è chi ha rischiato il matrimonio, visto che le mogli hanno finito per sospettare una relazione extraconiugale. Decisero così di iniziare delle ronde notturne, sottolineando che per loro fu una costrizione che li privò di ore di sonno, per diverse settimane. Nella sera del 20 febbraio ci fu l'incontro-scontro con il 50enne: i tre imprenditori hanno detto di averlo bloccato in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine e quando questi cercò di scappare, ci fu una colluttazione. Negano dunque di aver messo in atto una ritorsione violenta per quanto fatto in precedenza dal 50enne stalker.

 

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