In crisi esistenziale inneggia Bob Marley e si masturba davanti all'ex moglie. Al processo parla l'accusato
Un 34enne riminese è accusato di atti persecutori verso l'ex moglie, una giovane cubana con cui continuò la convivenza, sotto lo stesso tetto, anche dopo la separazione. Giovedì 7 giugno, nel processo...
Un 34enne riminese è accusato di atti persecutori verso l'ex moglie, una giovane cubana con cui continuò la convivenza, sotto lo stesso tetto, anche dopo la separazione. Giovedì 7 giugno, nel processo, ha preso parola proprio l'imputato, difeso dagli avvocati Luca Nebbia ed Emanuela Magnani. L'uomo, già condannato in primo grado a 1 anno e 3 mesi di reclusione poiché nell'abitazione furono trovate delle piantine di canapa (i suoi legali hanno impugnato la sentenza in appello), ha giustificato alcuni suoi comportamenti apparsi decisamente bizzarri agli occhi della ex moglie e dei parenti: l'allestimento di un altare in una stanza, con disegni e frasi alle pareti, inneggianti in particolare a Bob Marley. L'uomo ha spiegato di essere rimasto affascinato dalla cultura cubana dopo un viaggio nella terra d'origine dell'ex moglie e aveva scritto quelle frasi "auto-motivanti" per trovare un equilibrio al culmine di una crisi esistenziale e per vincere la depressione. Relativamente ai disegni, ha spiegato di aver voluto dare sfogo al proprio estro di artista. Nel processo però si è parlato anche di un video in cui il 34enne è ritratto mentre esce nudo dalla doccia e pratica atti di masturbazione davanti all'ex moglie, nel periodo successivo alla separazione. Tuttavia, secondo la versione fornita dell'imputato, era capitato che la stessa cosa fosse stata fatta anche dalla donna. In udienza è stata sentita anche la madre del 34enne, che ha spiegato di essere stata preoccupata per l'uso smodato di droga del figlio, ma di non aver mai assistito a molestie e percosse verso l'ex nuora, sottolineando che invece era stata quest'ultima ad assumere atteggiamenti aggressivi, in alcune circostanze.
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