Rimini, tre milioni di braccialetti e monili sequestrati perché pericolosi: denunciati negozianti bengalesi

Nell’ambito dell’operazione “Summer Fake”, i Finanzieri del Nucleo Mobile del Gruppo di Rimini hanno eseguito controlli presso alcuni esercizi del centro cittadino, individuando e sequestrando comples...

A cura di Redazione Redazione
21 giugno 2018 12:38
Rimini, tre milioni di braccialetti e monili sequestrati perché pericolosi: denunciati negozianti bengalesi -
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Nell’ambito dell’operazione “Summer Fake”, i Finanzieri del Nucleo Mobile del Gruppo di Rimini hanno eseguito controlli presso alcuni esercizi del centro cittadino, individuando e sequestrando complessivamente oltre tre milioni di di prodotti, in prevalenza collane, braccialetti, anelli, orecchini, ciondoli e perline, chincaglieria varia per la realizzazione di monili.

Si tratta di articoli per lo più provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese, destinati ad alimentare con ogni probabilità la vendita al minuto sulla riviera, da considerare quantomeno “a rischio” per la salute del consumatore, poiché sono risultati privi delle obbligatorie indicazioni ed informazioni in lingua italiana riguardanti la composizione merceologica, la provenienza, i materiali impiegati, le istruzioni, nonché tutte le ulteriori prescrizioni d’impiego previste dal Codice del Consumo, dirette a garantire la corretta e completa informazione a beneficio dell’acquirente finale (consumatore), relativamente alle caratteristiche dei beni riconoscibili in prodotti sicuri.

Assoluta importanza riveste la riscontrata assenza di tali elementi informativi, soprattutto in relazione ai potenziali danni conseguenti al contatto con la pelle di alcuni prodotti sequestrati quali orologi, bracciali, anelli, collane ed orecchini, composti di materiali diversi, tra metallo, gomma e legno, spesso destinati ad un’ampia platea di consumatori anche minorenni, ovvero, più in generale, per la sicurezza d’uso.

Al termine dei controlli sono stati sanzionati due negozianti, di nazionalità bengalese.  In ordine alla provenienza degli articoli sono in corso gli opportuni approfondimenti di polizia economico-finanziaria mirati a verificare anche le eventuali responsabilità in capo agli importatori; su di essi, peraltro, ricade per legge l’obbligo di fornire ai propri distributori/clienti le schede di conformità e l’analisi di certificazione della qualità dei prodotti immessi in commercio a tutela in primis della salute e sicurezza dei consumatori, ma anche a tutela della economia sana e della leale concorrenza di mercato.

Dall’inizio del 2018 in Provincia, a seguito delle operazioni portate a termine dal Comando Provinciale di Rimini, sono stati tolti dal mercato oltre 7 milioni di prodotti di cui 480 mila risultati contraffatti.

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