Omicidio Via Coletti, l'assassino è un 28enne albanese: delitto senza movente per futili motivi

L'uomo accusato di essere il killer del 27enne senegalese Makha Niang, ucciso a Rimini la notte del 18 aprile, si chiama Genard Llanaj, 28 anni, albanese. Senza un motivo apparente, avrebbe sparato du...

A cura di Redazione Redazione
10 ottobre 2018 04:33
Omicidio Via Coletti, l'assassino è un 28enne albanese: delitto senza movente per futili motivi -
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L'uomo accusato di essere il killer del 27enne senegalese Makha Niang, ucciso a Rimini la notte del 18 aprile, si chiama Genard Llanaj, 28 anni, albanese. Senza un motivo apparente, avrebbe sparato due colpi di pistola Smith&Wesson, una magnum 357, al giovane aiuto cuoco, mentre era seduto su una panchina della 'Camminata degli artisti' di San Giuliano. Già indagato per droga, Llanaj patteggiò un anno e quattro mesi nel 2014 e otto mesi nel 2015, poi tornò libero, irregolare e senza occupazione in Italia. A sei mesi dall'omicidio del senegalese, definito dagli inquirenti 'vittima casuale' di delitto senza movente e per futili motivi, le indagini su Llanaj si sono chiuse: l'ordinanza di custodia in carcere, del gip Vinicio Cantarini, è stata notificata, ai 'Casetti' dove è detenuto dal giorno stesso dell'omicidio. Poche ore dopo il delitto, infatti, il killer venne arrestato con un complice, il connazionale Artmir Mehmetllanaj, 22 anni, per il porto di una pistola rubata e per il coinvolgimento in una sparatoria a Sant'Ermete di Santarcangelo, il 31 marzo. Fu in quel momento che s'intrecciarono le indagini dei carabinieri sulla sparatoria e quelle della polizia di Stato sull'omicidio, coordinate dal pm Paolo Gengarelli. Di un "lavoro in sinergia" ha parlato il procuratore capo, Elisabetta Melotti, La sera dopo l'omicidio, i militari del nucleo radiomobile intercettarono e fermarono l'auto degli albanesi, un Suv Touareg nero, la stessa della sparatoria a Sant'Ermete, e vi trovarono una pistola nascosta sotto un tappetino, che risulterà usata sia per la sparatoria che per l'omicidio. Con i due albanesi già in carcere, il lavoro di squadra mobile e scientifica di Padova, dei carabinieri e del Ris di Parma, si è concentrato nel ricostruire gli spostamenti di Llanaj. La polizia ha visionato le telecamere di sicurezza, ascoltato i vari testimoni, ma nessuno avrebbe visto Llanaj sparare, particolare che annuncia, come precisato dal Procuratore Melotti, "un processo indiziario". L'accusa in mano ha però ricostruzioni tecniche, ad esempio i tabulati telefonici che scagionano il 22enne, ma inchiodano Llanaj sul luogo dell'omicidio. La simulazione fatta dal Ris di Parma del tragitto del Suv, condotto da Llanaj, che nell'ultimo tratto procede lentamente e a finestrino abbassato, rafforzano poi il sospetto che quella notte l'albanese volesse uccidere e che fosse a caccia di una preda solitaria. Niang, che non conosceva il suo killer né aveva precedenti, seduto solo su una panchina era per lui l'occasione perfetta.

(Ansa)

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