Trovato morto dentro casa in centro a Rimini, accusati due giovani
A processo sono finiti un 27enne che lo aveva rifornito di cocaina e una ragazza per omissione di soccorso
Un 43enne di origine forlivese fu trovato senza vita nell'appartamento in cui viveva, in via Ceccarelli a Rimini, nel febbraio di due anni fa. La causa della morte fu un'embolia polmonare, tuttavia aveva fatto uso di stupefacenti, prima di perdere la vita. A processo sono finiti un 27enne di Bolzano, difeso dall'avvocato Alessandro Totti, il giovane che lo aveva rifornito di cocaina, secondo gli inquirenti; una 25enne sudamericana, difesa dall'avvocato Cristiano Basile, accusata di omissione di soccorso.
I FATTI. La notte tra il 14 e il 15 febbraio nell'appartamento del 43enne fu registrato un via vai di giovani. Fu consumata della droga, come attestato dalle siringhe rinvenute durante il sopralluogo del Sostituto Procuratore Gengarelli e dei Carabinieri. Il padre, preoccupato perché il figlio non rispondeva alle telefonate, si recò in visita, dopo quell'infausta notte, e trovò il corpo riverso senza vita. Gli inquirenti sentirono i ragazzi che erano stati presenti, la notte dei fatti, e nei guai è finita la 24enne; per gli inquirenti infatti aveva lasciato l'abitazione senza prestare i dovuti soccorsi al deceduto. Lei non si era avveduta della morte, pensando, probabilmente, che l'uomo stesse dormendo.
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