A processo per il fallimento del colosso alberghiero, tutti prosciolti
Il procedimento riguardava il fallimento della Metha Gestioni, avvenuto nel 2013
Si è concluso con la prescrizione il processo relativo al fallimento della Metha Gestioni, una società per azioni che gestiva alberghi sul territorio riminese e deteneva quote di partecipazione in altri quattro colossi alberghieri del Nord e del Centro italia. A processo, per bancarotta fraudolenta aggravata, i quattro amministratori per gli anni 2003-2010: Antonio Salvatori, difeso dagli avvocati Nicola Mazzacuva e Marco Bertozzi, Orazio Tancini e Gianluca Capone, il primo difeso da Marco Martines e da Valerio Girani, il secondo da Marco Callori, e Piero Marini, difeso dall'avvocato Alessandro Catrani. Tutti dunque prosciolti.
La Metha Gestioni era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Rimini il 4 novembre 2013. La Procura, a seguito delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Luca Bertuzzi, aveva ipotizzato una condotta dolosa degli amministratori: dal 2007, secondo il teorema accusatorio, avevano aumentato il capitale sociale da 5 milioni a 20 milioni e 400.000 euro attraverso una sopravvalutazione del patrimonio sociale, in particolare a seguito di una fusione per incorporazione avvenuta in quell'anno. La relazione del perito nominato dal Tribunale, Marcello Iacobucci, già perito d'ufficio nel processo ai vertici Carim, ha escluso però la sussistenza di operazioni fraudolente e illecite. Il reato è stato derubricato in bancarotta semplice (non c'era stato dolo, ma solo colpa degli imprenditori imputati a processo) ed è intervenuta la prescrizione.
Soddisfatto l'avvocato Catrani: "Una sentenza che attesta, seppure dopo lunghi 9 anni, la totale innocenza degli amministratori da qualsivoglia fattispecie di reato dolosa in merito al Fallimento di Metha Gestioni Spa”.
11.4°