Morto in piscina, il perito del giudice: "Cocaina nel sangue"
"La droga potrebbe aver contribuito a condotte imprudenti della vittima"
Avrebbe assunto cocaina prima del bagno in piscina che gli è stato fatale. Sono i risultati degli esami tossicologici effettuati su Diongue Madiaye, 21enne senegalese morto a Riccione nella piscina del Grand Hotel nel luglio scorso. Come riporta il Corriere Romagna, la perizia della Procura evidenzia la presenza dello stupefacente in una quantità "non letale". La cocaina non sarebbe responsabile della tragedia ma avrebbe contribuito "a condotte imprudenti da parte della vittima".
L'unico indagato per la scomparsa di Madiaye è il proprietario del Grand Hotel, ritenuto responsabile di non aver garantito la sicurezza della piscina. L'avvocato difensore Alessandro Petrillo punta a chiedere l'archiviazione delle accuse proprio alla luce dei risultati della perizia, indicando nello stupefacente la causa principale all'origine della tragedia. Il proprietario del Grand Hotel rischia l'accusa di omicidio colposo. La piscina, nell'orario in cui è accaduta la tragedia, non sarebbe dovuta essere frequentata. Dalle 12 alle 15 infatti l'impianto, come riportato da alcuni cartelli, il servizio di salvataggio non era operativo.
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