Compra moto con un assegno scoperto, la prescrizione salva un 40enne riminese
Il procedimento giudiziario prosegue invece per il secondo imputato, al quale è stata contestata la recidiva che di fatto impedisce la prescrizione
É caduta in prescrizione l'accusa di truffa per un 40enne riminese, a processo assieme a un 47enne di San Clemente, per un raggiro organizzato a danno di un sessantenne di Acqualagna. Il procedimento giudiziario prosegue invece per il secondo imputato, al quale è stata contestata la recidiva che di fatto impedisce la prescrizione.
I fatti risalgono a fine ottobre 2014: il sessantenne pubblicò un'inserzione online per vendere una motocicletta. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri nelle indagini, ad approcciare telefonicamente fu il 47enne, poi intervenne anche il 40enne. Si accordarono per un incontro il sabato mattina, presso l'abitazione del venditore, che ricevette l'assegno di 7000 euro pattuiti. Dopo il pagamento, le parti firmarono il passaggio di proprietà. Ma la scelta del sabato non fu casuale, da parte degli acquirenti: infatti il venditore potè riscuotere l'assegno in banca solo due giorni dopo, di lunedì. E in quel momento si rese conto di essere stato truffato: l'assegno era associato a un conto estinto nel 2011. Per questo i due imputati (il 40enne è difeso dall'avvocato Alvaro Rinaldi) dovevano inizialmente rispondere anche di falsità in titoli di credito, fattispecie poi depenalizzata da modifiche legislative.
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