Lupi sbranano Alpaca al Podere Santa Pazienza, danno da 10.000 euro non risarcibile

Coldiretti Rimini: 'I danni dei lupi si ripercuotono sull’economia di tutto il territorio'

A cura di Redazione Redazione
21 febbraio 2023 11:56
Lupi sbranano Alpaca al Podere Santa Pazienza, danno da 10.000 euro non risarcibile - Uno dei tre cuccioli di Alpaca sbranati dai lupi al podere Santa Pazienza
Uno dei tre cuccioli di Alpaca sbranati dai lupi al podere Santa Pazienza
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Nella notte tra mercoledì e giovedì (15-16 febbraio) un branco di lupi ha aggredito e sbranato tre cuccioli di Alpaca, esemplari allevati nel podere Santa Pazienza, fattoria didattica sulle colline di Sant'Ermete. Il danno è di 10.000 euro. "Non si tratta di animali da reddito, ma di animali che l’azienda utilizzava per l’attività di fattoria didattica, quindi la presenza del lupo non penalizza solo le aziende zootecniche tradizionali, ma anche imprenditori che hanno investito per diversificare ed ampliare la propria attività: oltretutto in questo caso, probabilmente non sarà possibile neppure chiedere il risarcimento del danno proprio per il fatto che non si tratta di animali da reddito", commenta  il Presidente di Coldiretti Rimini, Guido Cardelli Masini Palazzi.

"Dopo il lupo, ora salviamo gli allevatori. I numeri confermano che il lupo, ormai, non è più in pericolo –  aggiunge Guido Cardelli Masini Palazzi è arrivato il momento che le istituzioni si impegnino a definire un Piano nazionale che guardi a quello che hanno fatto altri Paesi Ue come Francia e Svizzera per la difesa dal lupo degli agricoltori e degli animali allevati. Il rischio vero oggi è la scomparsa della presenza dell’uomo delle montagne e delle aree interne per l’abbandono delle famiglie ma anche di tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane di mucche, capre e pecore".

Per il direttore di Coldiretti Rimini, Alessandro Corsini, ai danni della crisi economica e della siccità, per le imprese agricole, si aggiungono quelli "incalcolabili" provocati da cinghiali e "dalla presenza sempre più rilevante dei lupi, aggravando ulteriormente il contesto di criticità delle aziende zootecniche". "I  lupi – prosegue Corsini – sono presenti ovunque; scendono dalle montagne inseguendo le loro prede rappresentate dai cinghiali, mettendo in moto un circolo vizioso alla fine del quale a rimetterci è sempre e solo l'agricoltore". L'invito è a studiare e monitorare il fenomeno, per poi controllarlo, evitando che degeneri in poco tempo. 

"L’eccessiva presenza di lupi va a penalizzare gli allevamenti bovini e ovini più virtuosi, ovvero, quelli che hanno scelto il pascolo allo stato semi brado salvaguardando l’ambiente e il benessere animale – aggiunge il vice direttore di Coldiretti Rimini Giorgio Riccied è necessario e non procrastinabile un censimento della specie, ponendo in essere ogni utile azione per individuare e tutelare il vero lupo distinguendolo dagli ibridi o dai cani inselvatichiti, che rischiano di farlo scomparire del tutto, così come è praticamente scomparso il ‘vero’ cinghiale originario italiano".

"Sarebbero opportuni congrui contributi specifici a risarcimento del danno causato  – precisa Riccimentre attualmente i rimborsi in caso di aggressione non ripagano del danno reale e soprattutto non contemplano i danni indiretti".

"In gioco – riflette il Presidente Cardelli Masini Palazzinon ci sono soltanto la sicurezza del bestiame e il lavoro agricolo: potrebbe esserlo anche l’incolumità dell’uomo".

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