Riccionese in cerca di amore, truffata da finto militare americano gli invia 25mila euro

Nel mese di maggio una signora riccionese è stata contattata su Facebook da un presunto militare americano di stanza in Nigeria, vedovo con una figlia che si presentava come Thomas Cody. Dopo lunghe g...

A cura di Redazione Redazione
22 luglio 2015 12:34
Riccionese in cerca di amore, truffata da finto militare americano gli invia 25mila euro -
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Nel mese di maggio una signora riccionese è stata contattata su Facebook da un presunto militare americano di stanza in Nigeria, vedovo con una figlia che si presentava come Thomas Cody. Dopo lunghe giornate di conversazione, la relazione tra i due si è evoluta, tanto da far nascere nella 55enne il desiderio di incontrare l’uomo.

Con varie scuse il militare ha iniziato così a chiederle denaro, col pretesto che lui, essendo all’estero in missione, non poteva disporre di somme di denaro per poter affrontare il viaggio. La donna, prima per consentirgli l’attivazione di una linea telefonica, poi per pagare la cauzione all’esercito americano per fargli ottenere la licenza ad uscire dalla Nigeria, successivamente per pagare il cambio che il militare avrebbe dovuto ricevere da un altro commilitone alla base nigeriana , ha versato in totale oltre 25.000 Euro a mezzo Western Union e Moneygram, lasciandola in grave disagio economico.      

Thomas Cody, con vari pretesti, non riusciva mai a partire per l’Italia, ma continuava con richieste di denaro alle quali però la signora non riusciva più a fare fronte.

I beneficiari delle somme venivano indicati volta per volta e trattasi di persone dal nome chiaramente di origine nigeriana, tra cui Anyanwu Golden, Kelechi Ukekwe, Nwaokeafor Uzochukwu, Stanley U Okeafor, Durunna Nneka. 

La Questura di Rimini ha allora chiesto a Western Union e Moneygram di trasmettere i documenti dei soggetti beneficiari delle somme ed indicare il luogo di avvenuto incasso dei trasferimenti di denaro per poter far chiarezza sull'accaduto.

Seppur i tempi di evasione delle richieste non sono attualmente noti, precedenti indagini hanno ricondotto a beneficiari residenti in Nigeria da cui oltretutto questa tipologia di truffa prende anche il nome generale (scam nigeriano).

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