Continuano le truffe sessuali su Internet: 'sono Amanda, voglio fare cyber sesso'

Il fenomeno è dilagante, nonostante i costanti avvisi delle forze dell'ordine, compresa la Polizia Postale di Rimini. Parliamo delle estorsioni e dei ricatti via web, di ragazze o presunte tali che co...

A cura di Redazione Redazione
05 settembre 2015 12:21
Continuano le truffe sessuali su Internet: 'sono Amanda, voglio fare cyber sesso' -
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Il fenomeno è dilagante, nonostante i costanti avvisi delle forze dell'ordine, compresa la Polizia Postale di Rimini. Parliamo delle estorsioni e dei ricatti via web, di ragazze o presunte tali che contattano su Facebook e su Skype le loro prede. Anche a chi scrive è capitato di vedere comparire su Skype misteriose richieste di amicizie da parte di ragazze provocanti dai dubbi nickname e dai décolleté strabordanti: nella fattispecie "Only Stilish", un concetto di eleganza che mal si abbina con la foto di una 20enne mora con indosso una striminzita canotta; o forse riferito al paio di occhiali all'ultima moda che sfoggia. Accettata la richiesta di contatto, consapevoli di vestire i panni di una preda di "sextorsion", veniamo subito introdotti da un "hi" e da un invito a chattare e a "share pics", condividere immagini. Alla domanda di conoscere il nome di questa ragazza così legata al valore dell'eleganza, otteniamo un "Amanda from Miami". Ma per non perdere troppo tempo, ecco che Amanda ci rende partecipi del suo essere sola a casa ed annoiata, oltre a specificare di essere single, perché non si sa mai che ci venga a cercare un nerboruto patito di fitness di Miami; prima che la preda possa suggerire di aprire un intenso dibattito sull'ultimo film di Sorrentino, o sulle nuove fogne di Rimini, tanto per renderla partecipe della quotidianità di un riminese, lei propone di fare del "cyber sesso". 

La trappola è in funzione: il malcapitato dovrebbe dare il proprio assenso, accendere la webcam, partecipare ad una videochiamata e sbarazzarsi dei vestiti, seguendo l'esempio della propria interlocutrice. Per poi vedersi recapitare una bella richiesta di denaro, pena la pubblicazione del video del nostro spogliarello in tutto il mondo di internet (come se il mondo non vedesse l'ora di vedere un babbeo nudo) o ai parenti e amici della nostra lista contatti. 

Ma se, come in questo caso, si declina l'offerta di cyber sesso, ad Amanda non rimane che il piano B: cercare la strada della condivisione di immagini. E' lei per prima a fornirci di link al suo album online, con foto rubate verosimilmente su qualche social. Foto in cui è rigorosamente vestita e in cui è possibile comprendere che l'eleganza è rimasta confinata al nickname. Il piano è ottenere prima le foto del suo "pollo" vestito, successivamente passare allo scambio di foto senza vestiti, per piazzare il ricatto.

Il "pollo" adescato, in questo caso ben consapevole di quanto stia accadendo, smette di partecipare al gioco, saluta Amanda facendole i complimenti per il suo aspetto fisico (o meglio di quello della ragazza a cui ha rubato le foto) e la blocca. Morale? Ricordare, una volta per tutte a vecchi e nuovi lettori, come si sviluppa una sexstorsion. 

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