Violenta la collega 3 volte a settimana per 12 anni, a processo segretario comunale
Un processo altamente delicato, che vede imputato un 60enne ex segretario comunale in un comune del riminese, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una collega, una 37e...
Un processo altamente delicato, che vede imputato un 60enne ex segretario comunale in un comune del riminese, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una collega, una 37enne affetta da epilessia. Venerdì 9 ottobre la donna è stata sentita per oltre 4 ore, riparata da un paravento, in un'udienza a porte chiuse. Il primo abuso sarebbe arrivato proprio nel suo primo giorno di lavoro, nell'ufficio della Municipale in cui lei svolgeva i propri compiti. L'uomo l'avrebbe costretta ad un rapporto sessuale completo e a quel primo episodio sarebbero seguiti altri circa 1500 stupri, avvenuti negli uffici o nei bagni: due-tre volte a settimana, quasi tutte le settimane per 12 anni, dal 2000 al 2012. L'accusato, difeso dall'avvocato Piero Venturi, ha invece spiegato che si trattava di rapporti consenzienti, in una relazione per lui extraconiugale. La donna solo parlando con una psicoterapeuta aveva raccontato di quei rapporti sessuali: in udienza ha detto di aver mantenuto il segreto per paura dell'uomo e per paura di perdere il lavoro. Sostanzialmente non sono però emersi elementi per configurare ricatti sessuali a sfondo lavorativo: pare che al contrario l'imputato abbia ricevuto pressioni da parte della collega affinché le facesse ottenere un contratto a tempo indeterminato, ma lui le aveva spiegato che non era sua facoltà concederlo, essendo impossibilitato per ruolo a disporre assunzioni o promozioni. La difesa, sul principale capo d'accusa, ha sottolineato che il suo assistito non ha alzato le mani sulla donna e quest'ultima non è mai stata vista da altri con segni di violenza fisica o nello stato di shock tipico di chi ha subito una violenza sessuale. I colleghi hanno confermato le voci esistenti su una loro relazione passata, ma di non essere mai stati testimoni di fatti anomali. In giudizio è stato appurato che i contatti tra l'imputato e la sua accusatrice erano solo sul posto di lavoro, i due non si erano neppure scambiati i numeri di cellulare.
Terminata l'audizione della 37enne, sono stati sentiti i tre medici dell'accusa: uno psicologo, un psichiatra e un neurologo, che hanno confermato l'immaturità psicologica della donna, la quale reagirebbe agli stimoli esterni come una ragazzina adolescente. In sostanza non sarebbe stata in grado di rifiutare ciò che le veniva chiesto. Il processo è stato aggiornato al 15 gennaio 2016.
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