Cercano di vendere orecchini d'oro finto ai Compro Oro di Rimini, denunciati per truffa

Hanno cercato di vendere alcuni monili nei "Compro Oro" di Rimini, spacciandoli per oro puro, quando erano solamente placcati. Due aretini di 54 e 55 anni sono a processo per tentata truffa: giovedì 4...

A cura di Redazione Redazione
04 febbraio 2016 15:23
Cercano di vendere orecchini d'oro finto ai Compro Oro di Rimini, denunciati per truffa -
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Hanno cercato di vendere alcuni monili nei "Compro Oro" di Rimini, spacciandoli per oro puro, quando erano solamente placcati. Due aretini di 54 e 55 anni sono a processo per tentata truffa: giovedì 4 febbraio si è tenuta un'udienza del procedimento in cui ha preso la parola come testimone un 35enne, ex titolare di un "Compro Oro" di via Marecchiese, assistito dall'avvocato Valentina Baroni

I fatti risalgono al dicembre 2009. Già nel tam tam tra gli operatori di settore si era sparsa la voce della presenza di aretini che giravano per Rimini spacciando per veri dei gioielli finti. Il 35enne ricevette la visita di uno dei due imputati, che propose al giovane di acquistare degli orecchini. Prima di concludere l'affare, il negoziante volle avere la certezza che i gioielli proposti fossero veri e chiese la consulenza di un collega la cui attività era nelle vicinanze. I sospetti erano fondati: si trattava di orecchini placcati d'oro. Il 35enne allontanò l'uomo dal negozio, ma conservò sia il documento di identità, che aveva precedentemente fotocopiato come da prassi, sia il numero di targa della Mercedes Classe A nera con cui il venditore si era presentato. A pochi giorni di distanza dall'accaduto, il 35enne fu chiamato da un terzo titolare di un “Compro Oro”, proprio per esaminare la merce proposta dal secondo dei due imputati. Quando il 35enne vide la stessa Mercedes, capì subito che il secondo aretino era in combutta con il primo. Anche in questo caso fu proposto l'acquisto di orecchini placcati. In seguito a questo secondo episodio partì la denuncia: le generalità del primo venditore erano note, quelle del secondo furono recuperate grazie alla targa dalle Mercedes usata negli spostamenti, che era intestata a sua madre.

Giovedì in udienza è stato anche esibito "il corpo del reato": orecchini a cerchio con punzonatura simile a quella di orecchini d'oro, ma falsi. Il processo è stato aggiornato al prossimo luglio.

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