Doping ai figli iscritti a tennis per farne due campioni, padre riminese finisce a processo
E' stato subito rinviato al 21 marzo il processo che vede imputato un riminese accusato di aver somministrato ai figli minorenni dei medicinali inseriti nella lista dei farmaci dopanti. L'uomo, assist...
E' stato subito rinviato al 21 marzo il processo che vede imputato un riminese accusato di aver somministrato ai figli minorenni dei medicinali inseriti nella lista dei farmaci dopanti. L'uomo, assistito in giudizio dall'avvocato Marco Ditroia, si era rivolto al dottor Vittorio Bianchi, professionista al centro dell'indagine "anabolandia". Il genitore, su consiglio di altri medici, cercava di risolvere alcune patologie di cui soffrivano i figli, due promesse del tennis. Per aver chiesto un consulto a Bianchi, medico coinvolto in vicende di doping, il riminese era stato inibito a vita dalla giustizia sportiva, da una sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. Diversa la posizione del riminese di fronte alla giustizia penale: infatti la cura prescritta da Bianchi non sarebbe mai stata somministrata ai due ragazzini, che abbandonarono l'agonismo. Un'argomentazione che potrebbe portare l'imputato all'assoluzione.
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