Rissa Riccione: giovane finì all'ospedale con addome squarciato. Condanna mite per due egiziani
Si è conclusa con una condanna mite, rispetto alle richieste del pm, il processo di primo grado a due cittadini egiziani, protagonisti di una rissa con un gruppetto di giovani italiani, due dei quali...
Si è conclusa con una condanna mite, rispetto alle richieste del pm, il processo di primo grado a due cittadini egiziani, protagonisti di una rissa con un gruppetto di giovani italiani, due dei quali di origine albanese. I fatti risalgono alla notte tra il 22 e il 23 agosto (vedi notizia): durante un concerto a Riccione, i due gruppi vennero a contatto in fondo a Piazzale Roma. Uno degli italo-albanesi fu raggiunto da una coltellata che gli squarciò l'addome. Gli egiziani a processo con rito abbreviato sono stati entrambi assolti dall'accusa di tentato omicidio: per il primo, assistito dall'avvocato Ninfa Renzini, era stata formulata richiesta di condanna a 7 anni e 6 mesi; per il secondo, rappresentato in giudizio dall'avvocato Nicola Rugi, la pubblica accusa aveva già chiesto assoluzione dal capo di imputazione per tentato omicidio, a fronte della richiesta di pena a 2 anni e 8 mesi per il reato di rissa. Alla fine le condanne sono arrivate, ma più miti, a 1 anno per il primo, 1 anno e 4 mesi per il secondo. Sostanzialmente l'accusa di tentato omicidio è caduta perché non è stato possibile individuare l'autore materiale dell'accoltellamento. Il giudizio pende ancora per un terzo egiziano, difeso dall'avvocato Massimo Moraccini, che sarà processato con rito ordinario. Gli altri partecipanti alla rissa hanno patteggiato condanne dagli otto ai 16 mesi.
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