Raid punitivo contro una 15enne picchiata da 'bulle' per un fidanzatino conteso, in tre rinviate a giudizio
Tre rinvii a giudizio, ma anche due sentenze di non luogo a procedere e un'ordinanza di messa alla prova. Giovedì 9 febbraio si è tenuta, presso il Tribunale dei Minori di Bologna, l'udienza prelimina...
Tre rinvii a giudizio, ma anche due sentenze di non luogo a procedere e un'ordinanza di messa alla prova. Giovedì 9 febbraio si è tenuta, presso il Tribunale dei Minori di Bologna, l'udienza preliminare su una vicenda di bullismo con protagonista una ragazza, 15enne all'epoca dei fatti, il 2013. Sul banco degli imputati altre sei giovani, anche loro minorenni quando avvennero i fatti contestati, accusate di aver messo in atto una spedizione punitiva nei confronti della vittima, "colpevole" di essersi innamorata dell'ex fidanzato di una di loro. La 15enne fu così vittima di percosse e calci in un locale della Provincia di Rimini. Dopo l'intervento dei buttafuori, seguì un secondo scontro all'esterno, prima dell'intervento del padre della ragazzina picchiata. Per due delle sei ragazze, il processo è già finito: il giudice ha riconosciuto il non luogo a procedere per perdono giudiziale, a cui però l'Avvocato difensore Andrea Mandolesi farà ricorso, ribadendo la piena estraneità delle sue assistite, il cui nome non era mai stato fatto dalle altre partecipanti alla spedizione punitiva. Pronuncia diversa per le altre quattro imputate, rappresentate dagli Avvocati Paola Guidetti, Luca Ventaloro, Diego Pensalfini e Fabio Ronci: una si gioverà dell'applicazione della messa alla prova, le altre, rinviate a giudizio, dovranno attendere il 12 maggio, ma anche per loro si prospetta la messa alla prova. Nel contempo, a dimostrazione del ravvedimento, le imputate hanno chiesto di concordare il risarcimento della persona offesa del reato, costituitasi parte civile e rappresentata dall'Avvocato Stefano Caroli.
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