Ragazzina riminese ricattata costretta a masturbarsi in web cam, trentenne nei guai
E’ finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico: si tratta di un 30enne campano, già ai domiciliari per reati analoghi. L’uomo approcciava r...
E’ finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico: si tratta di un 30enne campano, già ai domiciliari per reati analoghi. L’uomo approcciava ragazzine sui social network, entrava in confidenza con loro e, sotto ricatto, le induceva a spogliarsi e ad assumere atteggiamenti provocanti in webcam. A denunciare l’accaduto una giovane riminese, vittima del 30enne quando era ancora minorenne, conosciuto nel 2009 sul web. Con lui aveva stabilito un grado di confidenza tale da lasciarsi andare ad alcune confessioni intime. Per oltre un anno non si erano sentiti, poi l’uomo si era rifatto vivo e aveva ricattato la minorenne inducendola a spogliarsi e a masturbarsi davanti la webcam. Il trentenne ci aveva poi riprovato nel 2012, aveva nuovamente contattato la ragazza e, sotto la minaccia di rendere di dominio pubblico le sue immagini hot, aveva avanzato altre richieste, ma a quel punto la vittima ha deciso di raccontare tutto alla madre e di denunciare il fatto. La polizia postale ha avuto non poche difficoltà a rintracciare il campano. Le connessioni dal suo pc risultato partite da diverse parti del mondo, cosa che fa presupporre che faccia parte di una rete più ampia che utilizza persone come “pedine” per reperire materiale pedopornografico forse destinato a siti tematici. L’udienza è stata rinviata al prossimo 29 settembre.
7.9°