Trentini e Burlò liberati in Venezuela: rientro in Italia tra stanotte e domani
Mattarella chiama la madre: “Felicità dopo la sofferenza”
Alberto Trentini e Mario Burlò, i due cittadini italiani detenuti in Venezuela da oltre un anno, sono stati liberati e si trovano ora presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas in attesa di fare ritorno in patria. La conferma è arrivata questa mattina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato come un volo con a bordo i due connazionali sarà in Italia tra stanotte e domani.
La notizia della scarcerazione – seguita da mesi di intense trattative diplomatiche – ha suscitato commozione e sollievo in Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha personalmente telefonato ad Armanda Colusso, madre del cooperante Trentini, esprimendo vicinanza e felicità per la fine di un lungo periodo di sofferenza e di attesa per la famiglia.
Secondo quanto dichiarato dal titolare della Farnesina, i due italiani si trovano in buone condizioni di salute e hanno già potuto contattare i propri cari. Burlò ha rassicurato la figlia con una lunga telefonata dal consolato italiano, mentre Trentini ha scherzato dicendo che il suo primo desiderio da uomo libero era “una sigaretta” dopo più di 420 giorni di detenzione.
Il rilascio è avvenuto nel contesto di un’iniziativa del governo venezuelano, guidato dall’autorità ad interim Delcy Rodríguez, che ha deciso di liberare più detenuti stranieri e politici come gesto politico e di distensione.
Le istituzioni italiane, dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni al capo della diplomazia, hanno espresso soddisfazione per questo epilogo positivo, sottolineando il ruolo della rete diplomatica e degli sforzi internazionali nel raggiungere l’accordo.
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