Rimini, la musica popolare diventa elettronica con Tecno Zaclén
Domani alle 21.15, al Teatro degli Atti, la performance di "The Art of Drilling Core" tra suoni d’archivio, poesia, videoproiezioni e teatro.
Scavare nella memoria musicale del territorio, recuperare voci e suoni del passato e trasformarli in una materia nuova, elettronica e sperimentale. È il percorso di "The Art of Drilling Core", il progetto multidisciplinare che il collettivo Tecno Zaclén porterà domani alle 21.15 al Teatro degli Atti di Rimini, nell’ambito del programma autunnale di Percuotere la mente 2026.
Il titolo, traducibile come "l’arte del carotaggio", richiama l’idea di uno scavo nella memoria, negli archivi sonori e nelle storie locali. Il passato diventa così materiale da recuperare e rielaborare, attraverso un lavoro che intreccia musica elettronica, poesia performativa, videoproiezioni e interventi teatrali e visivi.
Nel progetto di Tecno Zaclén il computer prende il posto degli strumenti tradizionali e diventa un nuovo strumento folk. Rumori, registrazioni ambientali, voci e campionamenti vengono tagliati, ricomposti e trasformati, dando vita a una diversa lettura della tradizione popolare. La ricerca parte dai luoghi e dalle persone più vicini, per arrivare a esplorare storie e patrimoni culturali più lontani.
Anche il nome del collettivo racchiude questa doppia anima. "Tecno" rimanda alla parola greca techne, intesa come sapere pratico e capacità artigianale; "Zaclén" richiama invece Carlo Brighi, considerato l’inventore del liscio e figura centrale nell’immaginario del gruppo. La componente elettronica è affidata a Pierangelo Caforio, Giovanni Tommaso Garattoni e Roberto Russo. Sul palco anche Rita Lilith Oberti alla voce, Alfredo Ferrucci alla chitarra acustica, Paolo Pedro Pedretti alla chitarra elettrica e Giordano Giannarelli alla fisarmonica. Gli interventi di flash poetry saranno curati da Paolo Nessuno, mentre la regia è firmata da Alessandro Fabbri.
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