Il Rimini è vincente: il trionfo in Coppa Italia 2024-25 punto di partenza e non di arrivo
Rimini Calcio, un trionfo in Coppa Italia che apre scenari importanti. Grande lavoro di Buscè

Una festa indimenticabile per la tifoseria e per la città di Rimini. La squadra biancorossa si è aggiudicata la Coppa Italia 2024-2025, superando con merito, uno dopo l’altro, ogni ostacolo, compresi la corazzata Vicenza e il Trapani. Il capitolo finale di questa avventura infrasettimanale è stata la doppia affermazione a spese della Giana Erminio che in ossequio al “Giant Killing” si era fatta strada superando Juventus Under 23, Virtus Entella e Avellino.
Il successo del Rimini parte anche da chi non era nell’undici titolare di martedì: dai guanti di Vitali, portiere di notte che si è dimostrato affidabile e decisivo anche in campionato, quando ha sostituito Colombi, al mancino “pennellato” di Falbo, giocatore che al netto dei problemi fisici ha mostrato le proprie qualità in un ruolo spesso critico. Bellodi e Gorelli in difesa, la spinta di Longobardi, le invenzioni di Malagrida e Cioffi: questi cinque giocatori hanno avuto picchi di rendimento nel percorso di Coppa Italia, e nel caso di Bellodi il miglioramento è stato esponenziale anche in campionato dopo un periodo di adattamento.
Ma senza togliere a nessuno – le mie citazioni sono guidate anche della valutazioni precise e puntuali di Sofascore – oltre ai due portieri, le certezze di questo Rimini, i più costanti e affidabili a livello di rendimento sono stati i giocatori che formano la dorsale della formazione allenata da Buscè: il difensore Megelaitis, il centrocampista Langella e il centravanti Giacomo Parigi.
Il lituano arrivò un anno fa tra i dubbi, lo si riteneva un giocatore di categoria, invece sotto la cura Troise e Buscè è diventato un giocatore completo, affidabile sul piano difensivo, bravo a impostare, aggressivo nel pressing e brillante nella conduzione palla. Langella, preso dal Pisa, è l’architrave del centrocampo: pressa, ripulisce i palloni, verticalizza, va al tiro. Parigi conferma che l’aria di Rimini sia benefica per gli attaccanti, portando a un incremento dei gol segnati. Ma ai gol, spesso difficili dal punto di vista tecnico, Parigi affianca un grande lavoro di cucitura e di pressing.
Buscè chiede infatti sacrificio e il gruppo biancorosso ha risposto alla grande. Il tecnico ha messo tanto del suo, in questo percorso vincente. La fase difensiva della squadra biancorossa è da piani alti quantomeno della C. Con un lavoro certosino sono stati eliminati errori di reparto e distrazioni individuali. Il Rimini è una squadra difficilissima da affrontare per ogni avversario: ti viene a pressare alto, oppure si chiude a protezione dei suoi ultimi 30 metri e trovare degli spifferi è estremamente difficile. Il calcio italiano, nel panorama internazionale, è povero di intensità e di qualità.
Ma è il calcio dominante in quanto a tattica e tatticismo. E Buscè ha dimostrato di essere un tecnico di alto livello sotto il profilo tattico, oltre ad una perfetta gestione dello spogliatoio e delle risorse umane, come ha sottolineato, con una punta di giustificato orgoglio, nel dopo Pesaro: “Abbiamo coinvolto tutti in questa stagione e le risposte sono state eccezionali”.
La Coppa Italia conquistata martedì sera non è però un punto di arrivo, ma un punto di partenza. La prima sfida per i biancorossi è chiudere alla grande la regular season. Mancano due punti (in tre partite) per migliorare il bottino dell’anno scorso. Il calendario è agevole: chiudere con 4 vittorie consecutive non è utopia, anche se gli stimoli non saranno tantissimi: vincendo la coppa, il Rimini è come se fosse arrivato terzo in campionato, ma vincere aiuta a vincere e ad affrontare i playoff al meglio. Il Rimini sarà lì, con le terze, potendo giocare ogni partita senza pressione. Non è corretto farsi illusioni, ma come si dice nel calcio: “Non succede, ma se succede…”.
Ad ogni modo, è chiaro che l’obiettivo del sodalizio guidato dalla presidente Stefania Di Salvo sia la categoria superiore. Il Rimini sta lavorando sulle infrastrutture, ma i risultati di Coppa Italia e il buon rendimento in campionato dimostrano che c’è tanta attenzione anche per l’aspetto sportivo. Perché nel calcio di oggi nessuno mette i soldi per la gloria e la gioia dei tifosi: c’è sempre un guadagno concreto per chi investe nel calcio. Ma esso va di pari passo con i successi sul campo. Senza investimenti sulla squadra e senza risultati, i ricevi scendono e l’investimento per l’acquisizione della proprietà non è più un affare redditizio.
Rimini Calcio, le prospettive dopo la Coppa ItaliaNella prossima stagione il Rimini può recitare un ruolo importante. Buscè merita elogi anche per il tanto spazio lasciato agli Under, che portano contributi e risorse anche per la prossima stagione. La società era stata chiara: nessun obbligo per il mister di schierare i tre giovani. Ebbene, Buscé in tante partite ne ha schierati 4 o 5, facendoli peraltro crescere: basti pensare a Cinquegrano. Bisogna anche fare i complimenti a Di Battista e company: in rosa è difficile trovare acquisti sbagliati.
In estate i nodi sono due: trattenere Buscè sulla panchina, indispensabile per il valore del tecnico e per dare continuità al progetto tecnico; trattenere i big, perché a mio modo di vedere Parigi, Langella e Megelaitis avranno mercato in B, in più bisognerà trattenere i giovani in prestito come Cioffi, Conti e Malagrida.
E per gli ultimi due, con prospettive di retrocessione in C per la Sampdoria, non sarà facile. Per quanto riguarda Buscè, anche qui c’è una retrocessione che potrebbe aprire degli scenari: quella dell’Empoli dalla A alla B. Non solo, perché sul tecnico ci sarà l’interesse di tanti. Ma dopo questa coppa qualcosa può cambiare. Il Rimini non vuole vivacchiare in C e Buscè potrebbe essere ingolosito dalla possibilità di scrivere altre pagine di storia in una piazza, quella biancorossa, appassionata, ma anche affamata di scenari prestigiosi.
La società, presa dall’entusiasmo, potrebbe anche decidere di accelerare il processo di crescita. Anche per mettersi completamente alle spalle quello scivolone del -2 in classifica, frutto di un brutto errore. Scrissi il 1 gennaio 2025 che quella penalizzazione sarebbe stata appunto uno scivolone mediatico che non avrebbe tolto certezze sulla solidità della società e che non avrebbe “ucciso” la stagione. Ma non è stato il padre tempo di Adaniana memoria a darmi ragione: a darmi ragione sono stati mister Buscè e il suo gruppo di guerrieri biancorossi, che hanno regalato, fin qui, un 2025 davvero indimenticabile.
Riccardo Giannini