Santarcangelo: a Gianni Fucci, Rina Macrelli e Flavio Nicolini l'Arcangelo d'Oro 2012

L’Arcangelo d’Oro per l’anno 2012 andrà a Gianni Fucci, Rina Macrelli e a Flavio Nicolini, tre grandi protagonisti dello straordinario fenomeno culturale santarcangiolese che va sotto il nome “e’ circ...

A cura di Redazione Redazione
16 dicembre 2012 07:57
Santarcangelo: a Gianni Fucci, Rina Macrelli e Flavio Nicolini l'Arcangelo d'Oro 2012 -
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L’Arcangelo d’Oro per l’anno 2012 andrà a Gianni Fucci, Rina Macrelli e a Flavio Nicolini, tre grandi protagonisti dello straordinario fenomeno culturale santarcangiolese che va sotto il nome “e’ circal de giudéizi”. E’ quanto hanno deciso il sindaco Mauro Morri e la Giunta comunale, che consegneranno il prestigioso riconoscimento in occasione del tradizionale saluto di fine anno che si terrà sabato 22 dicembre nella Sala del Consiglio comunale alle ore 10,30. Nel corso della cerimonia verranno anche consegnate le borse di studio istituite dall’Amministrazione comunale in memoria di Caterina Gambuti, Benemerenze e Mezioni Speciali per il 2012 e la tessera di Socio Onorario della Pro Loco.

“e’ circal de giudéizi” (il circolo del giudizio) è il modo sarcastico con il quale qualche santarcangiolese cominciò a chiamare un gruppo di irrequieti e giovani intellettuali e artisti che alla fine della Guerra cominciò a ritrovarsi e a riunirsi, prima a casa di uno di loro, Nino Pedretti, poi in uno dei caffé del paese, il caffè Trieste – allora gestito dai genitori del poeta Raffaello Baldini – per discutere di tutto: di politica, di letteratura, di pittura, musica, cinema, per organizzare cineclub, ma anche più semplicemente per giocare a bigliardino o a pallamano.
Il clima particolare che si respirava in quegli anni di forti passioni e di esaltanti speranze – a Santarcangelo come altrove – e la possibilità di entrare in contatto con autori e libri fino ad allora introvabili o proibiti (“Lorca è stato il Che Guevara dei nostri vent’anni” dirà poi Rina Macrelli), con forme musicali fino ad allora sconosciute (il jazz), con le nuove correnti cinematografiche (principalmente il neorealismo italiano), portò questo “gruppo che, rumoroso, battagliero e spregiudicato, turbò non poco il ritmo tranquillo di vita dei concittadini” (Gianni Fucci) ad essere oltremodo attento alle novità e sperimentazioni che si venivano in quegli anni maturando, in Italia come all’estero, nei vari campi culturali ed artistici.
Il gruppo si andò aggregando spontaneamente. Inizialmente formato da Flavio Nicolini, Nino Pedretti e Raffaello Baldini, si ampliò grazie all’impulso di Tonino Guerra, appena tornato dal campo di prigionia, che portò per qualche tempo a Santarcangelo Renzo Vespignani, Graziella Urbinati e Marcello Muccini, i romani “Portonaccio”, sostenitori dell’impegno e del linguaggio figurativo realista. Vennero così direttamente coinvolti i pittori locali: Federico Moroni, Giulio Turci e Lucio Bernardi.
Al gruppo si erano aggregati anche Rina Macrelli e Gianni Fucci, il più giovane. Agli incontri ogni tanto partecipava, arrivando in bicicletta da Longiano, Tito Balestra mentre da Cesena arrivava Alberto Sughi. Naturalmente importanti per tutti la presenza, da lontano o durante i suoi brevi ma ricorrenti ritorni a Santarcangelo, di Augusto Campana (è a lui che Guerra sottopone i versi di “Scarabòcc”, prima della pubblicazione).

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