Allevamento Fileni di Maiolo, il Comitato per la Valmarecchia chiede il riesame dell’AIA

Presentata ad ARPAE una richiesta formale di verifica sull’autorizzazione ambientale dell’impianto avicolo

A cura di Grazia Antonioli Redazione
09 maggio 2026 09:38
Allevamento Fileni di Maiolo, il Comitato per la Valmarecchia chiede il riesame dell’AIA - Lo stabilimento Fileni
Lo stabilimento Fileni
Condividi

Il Comitato PER la Valmarecchia ha trasmesso ad ARPAE Emilia-Romagna una richiesta formale di attivazione del procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relativa all’allevamento avicolo Fileni di Maiolo, ai sensi dell’articolo 29-octies del D.Lgs. 152/2006.

L’iniziativa nasce dall’analisi della documentazione amministrativa relativa alla modifica non sostanziale approvata nel febbraio 2025 (determinazione n. DET-AMB-2025-1061), dalla quale emergono una riduzione dei capannoni da 16 a 15, il calo dei parchetti esterni da 48 a 15, una diminuzione complessiva delle superfici coperte ed esterne e la riduzione del numero massimo di capi allevabili da 217.600 a 204.000 per ciclo.

Successivamente, con una comunicazione del 5 dicembre 2025, la Società Agricola Biologica Fileni S.r.l. aveva informato ARPAE della sospensione dell’attività nel capannone numero 7, precisando che “il numero di capi che saranno reintrodotti per l’allevamento sarà strettamente commisurato alla superficie dei parchetti adibiti al pascolo, garantendo il perfetto allineamento con i requisiti della normativa vigente”.

Secondo il Comitato, dall’esame tecnico degli atti “sembrerebbero emergere possibili disallineamenti tra le superfici effettivamente disponibili e la capacità di allevamento autorizzata”, aspetti che, viene sottolineato, “si ritiene opportuno sottoporre a verifica da parte delle autorità competenti”, anche in relazione ai requisiti previsti per il regime biologico e alla valutazione ambientale complessiva dell’impianto.

Per questo motivo il Comitato ha chiesto ad ARPAE di valutare l’attivazione del procedimento di riesame dell’AIA, verificare la capacità effettiva di allevamento rispetto alle superfici realmente disponibili, acquisire la dichiarazione e la georeferenziazione delle superfici esterne destinate al pascolo ed eventualmente aggiornare il quadro autorizzativo qualora emergano elementi tecnici meritevoli di approfondimento.

“Il nostro intervento è finalizzato esclusivamente alla tutela ambientale, alla corretta applicazione delle procedure amministrative e alla trasparenza nei confronti dei cittadini – dichiara il presidente del Comitato, Livio Cursi –. Non formuliamo accuse, ma chiediamo che gli aspetti tecnici e documentali vengano verificati con il massimo rigore dagli enti competenti”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail