Alzheimer, interrogazione in Regione: “Garantire accesso equo alle nuove terapie”

Nicola Marcello (FdI): “Il diritto alla cura non può dipendere dal reddito. Rischio sanità a due velocità senza interventi della Regione”

12 giugno 2026 12:20
Alzheimer, interrogazione in Regione: “Garantire accesso equo alle nuove terapie” - Nicola Marcello
Nicola Marcello
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"Di fronte a una malattia come l'Alzheimer non possiamo permettere che il diritto alla cura dipenda dal reddito delle famiglie. La Regione Emilia-Romagna deve assumere un ruolo attivo affinché i pazienti possano accedere alle innovazioni terapeutiche in condizioni di equità e senza discriminazioni economiche".

È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Nicola Marcello, che ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale sul tema della rimborsabilità delle nuove terapie per la malattia di Alzheimer e sulle iniziative che la Regione intende adottare per garantire ai pazienti emiliano-romagnoli pari opportunità di accesso alle cure.

"In Emilia-Romagna si stimano oltre 64.000 persone affette da demenza cognitiva medio-grave e circa 45.000 cittadini con decadimento cognitivo lieve. Parliamo quindi di oltre 100.000 persone potenzialmente coinvolte con numeri destinati ad aumentare nei prossimi anni a causa dell'invecchiamento progressivo della popolazione. Dietro questi dati ci sono famiglie che affrontano quotidianamente enormi difficoltà assistenziali, economiche e psicologiche".

"Dopo decenni di ricerca scientifica sono state sviluppate nuove terapie che intervengono sul decorso biologico della malattia e che hanno ottenuto importanti autorizzazioni da parte delle principali autorità regolatorie internazionali. In Italia è attualmente in corso il procedimento di valutazione da parte di AIFA ai fini della rimborsabilità nel Servizio sanitario nazionale. Si tratta di una fase particolarmente delicata, che richiede attenzione e responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte".

Secondo Marcello, il rischio da evitare è che l'accesso alle nuove cure possa dipendere esclusivamente dalla disponibilità economica dei singoli pazienti.

"Le associazioni dei pazienti hanno manifestato forti preoccupazioni e credo sia doveroso ascoltarle. Se queste terapie non dovessero essere rese accessibili in maniera equa, potremmo trovarci di fronte a una sanità a due velocità, nella quale alcuni cittadini hanno la possibilità di curarsi e altri no. Sarebbe una situazione incompatibile con i principi di universalità e uguaglianza che caratterizzano il nostro Servizio sanitario nazionale".

Il consigliere di Fratelli d'Italia sottolinea inoltre come la Regione Emilia-Romagna abbia comunque investito, sia pur in modo sottostimato negli anni nella diagnosi precoce e nella presa in carico delle persone affette da demenza, attraverso una rete di servizi dedicati e specifici percorsi diagnostico-terapeutici.

"Proprio per questo motivo è necessario continuare a investire sul rafforzamento dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, sull'aggiornamento dei percorsi assistenziali e sull'uniformità dell'offerta sanitaria nei diversi territori regionali. Le innovazioni terapeutiche devono essere accompagnate da una rete organizzativa adeguata, capace di garantire ai pazienti una presa in carico efficace e omogenea".

Con l'interrogazione, Marcello chiede alla Giunta quali iniziative intenda assumere anche in sede di Conferenza Stato-Regioni rispetto al procedimento in corso presso AIFA, quali misure siano previste per evitare disparità di accesso alle cure, se vi sia l'intenzione di aggiornare la programmazione regionale sulle demenze e quali azioni possano essere messe in campo a sostegno dei caregiver anche familiari e della diagnosi precoce.

"Le demenze rappresentano una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. La politica ha il dovere di accompagnare il progresso scientifico e di fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Per questo chiediamo alla Regione di assumere un ruolo propositivo e concreto, nell'interesse dei pazienti e delle loro famiglie", conclude Marcello.

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