Anche da Rimini con Coldiretti al Brennero: manifestazione nazionale per la pace e la difesa del Made in Italy
Migliaia di agricoltori da tutta Italia, con una delegazione riminese, chiedono trasparenza sull’origine dei prodotti e sostegno al settore agricolo
“Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori”. È questo il messaggio con cui Coldiretti torna al Brennero lunedì 27 aprile, a partire dalle ore 7.30 (fino alle 17), per una grande manifestazione nazionale con 10 mila soci agricoltori provenienti da tutta Italia insieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Al Brennero presente anche una delegazione di soci di Rimini guidati dal Presidente provinciale di Coldiretti, Guido Cardelli Masini Palazzi, dal Direttore, Alessandro Corsini e dal vicedirettore Giorgio Ricci in rappresentanza degli imprenditori agricoli della provincia.
Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Una situazione che, unita all’ingresso di prodotti dall’estero presentati come italiani senza esserlo, rischia di mettere in crisi la produzione nazionale di cibo sano e di qualità, favorendo al contempo la diffusione di alimenti ultra-formulati.
La manifestazione si tiene nel luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese, a difesa del reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo sicuro e senza inganni. L’obiettivo è garantire piena trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti e chiedere la modifica della norma del codice doganale che, attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale, consente di far diventare italiano un prodotto che italiano non è.
La mobilitazione, sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti, sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie.
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