Ariminensis: "È il momento di ripensare il futuro del turismo riminese"

L'associazione propone gli Stati Generali del Turismo e un piano strategico condiviso per rafforzare il brand Rimini

A cura di Redazione Redazione
08 luglio 2026 07:50
Ariminensis: "È il momento di ripensare il futuro del turismo riminese" -
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L'associazione Ariminensis invita ad avviare una riflessione sul futuro del turismo riminese, partendo dai segnali di cambiamento osservabili sulle spiagge e nelle abitudini dei visitatori. L'associazione propone una strategia di lungo periodo basata su qualità, innovazione, partecipazione e valorizzazione del territorio, chiedendo la convocazione degli Stati Generali del Turismo per definire un piano condiviso capace di rafforzare il ruolo di Rimini come destinazione turistica internazionale.

La nota dell'associazione

Le immagini che molti cittadini, operatori turistici e residenti stanno osservando in queste settimane non possono essere liquidate con superficialità. Durante i giorni feriali, al di fuori dei fine settimana e dei grandi eventi, in diversi tratti del litorale le spiagge appaiono sensibilmente meno frequentate rispetto agli anni passati.

ARIMINENSIS ritiene che questo segnale non debba essere trasformato in allarmismo, ma neppure ignorato. I dati ufficiali andranno letti con attenzione a fine stagione, ma già oggi è evidente che qualcosa è cambiato profondamente nel modo di vivere, scegliere e prenotare la vacanza.

Il turismo è cambiato. Sono cambiate le esigenze dei viaggiatori, le modalità di prenotazione, la concorrenza internazionale, la durata dei soggiorni, il peso dei fine settimana, dei grandi eventi e dei mesi di spalla. Rimini resta una città turisticamente forte, ma non può permettersi di ragionare come se tutto fosse rimasto uguale a venti o trent’anni fa.

Il vero tema non è semplicemente contare se ci siano più o meno turisti rispetto all’anno precedente. Il vero tema è capire quale turismo vogliamo costruire per i prossimi anni.

Ma occorre cambiare anche il modo di leggere i numeri. Non basta più contare arrivi e presenze. Occorre misurare il valore economico che il turismo genera sul territorio: la permanenza media, la spesa dei visitatori, la capacità di riempire alberghi, ristoranti, negozi, stabilimenti balneari e attività commerciali. Mille presenze a prezzi molto bassi non producono gli stessi effetti economici di un turismo capace di creare ricchezza diffusa e occupazione stabile. La vera sfida è aumentare il valore del turismo, non soltanto il suo volume.

La Riviera continua ad attrarre, ma il turismo tradizionale italiano mostra segnali di difficoltà. Sempre più spesso si registrano soggiorni più brevi, maggiore concentrazione nei weekend, maggiore attenzione ai prezzi, più richiesta di esperienze e una crescente importanza del turismo straniero, degli eventi, dello sport, della cultura, del benessere, della fiera e dei congressi.

Di fronte a questa trasformazione, Rimini non può più ragionare solo stagione dopo stagione, inseguendo il meteo, il ponte festivo, il fine settimana o il singolo grande evento. Gli eventi sono fondamentali, ma da soli non bastano. Devono essere inseriti dentro una strategia più ampia, capace di tenere insieme turismo balneare, cultura, sport, fiere, congressi, entroterra, enogastronomia, benessere, mobilità, sicurezza urbana, ambiente, servizi e qualità della vita.

Oggi più che mai serve una visione.

Per diventare, o tornare a essere, un vero brand turistico internazionale, non bastano campagne pubblicitarie o grandi concerti. Occorre costruire un’identità forte, riconoscibile e condivisa, capace di distinguere Rimini nel panorama italiano ed europeo e di renderla una destinazione desiderata durante tutto l’anno.

Rimini ha tutte le caratteristiche per riuscirci. Ha un patrimonio storico e culturale straordinario, un centro storico che negli ultimi anni ha ritrovato nuova centralità, un lungomare riqualificato, un entroterra unico, una tradizione dell’accoglienza riconosciuta nel mondo, un sistema fieristico e congressuale di primo piano, un aeroporto che può tornare a essere una leva strategica e una capacità imprenditoriale che pochi territori possono vantare.

Quello che oggi sembra mancare è una regia complessiva, stabile e condivisa.

Una strategia di questa portata richiede anche competenze specifiche. Il turismo è una delle industrie più competitive al mondo e le grandi destinazioni internazionali investono in figure altamente qualificate nel marketing territoriale, nell’analisi dei mercati, nella costruzione del brand e nella pianificazione strategica. Così come le grandi aziende scelgono manager con elevate competenze per guidare il proprio sviluppo, anche una città che vive di turismo deve poter contare sulle migliori professionalità disponibili, capaci di affiancare la politica nelle scelte strategiche. Investire sulle competenze significa investire sul futuro di Rimini.

Per questo ARIMINENSIS propone la convocazione degli Stati Generali del Turismo Riminese, non come appuntamento simbolico o passerella istituzionale, ma come tavolo permanente di confronto, progettazione e verifica.

A questo tavolo devono sedersi l’Amministrazione comunale, gli operatori balneari, gli albergatori, i commercianti, i pubblici esercizi, le associazioni di categoria, gli organizzatori di eventi, il sistema fieristico e congressuale, le realtà culturali e sportive, le università, gli esperti di marketing territoriale, gli operatori della mobilità, ma anche i comitati turistici, i comitati di quartiere e le associazioni civiche.

Proprio i comitati rappresentano una ricchezza che non può essere trascurata. Vivono quotidianamente il territorio, raccolgono segnalazioni, ascoltano residenti e operatori economici, conoscono criticità e potenzialità dei quartieri. È necessario recuperare quello spirito che per anni ha caratterizzato Rimini: al termine di ogni stagione turistica ci si confrontava con tutte le categorie, si analizzavano criticità e punti di forza e si programmavano insieme gli interventi per l’anno successivo. Oggi questo metodo partecipativo deve tornare a essere la regola e non l’eccezione.

La qualità di una destinazione turistica non si misura solo dalla bellezza del lungomare o dal successo di un concerto, ma anche dalla pulizia, dall’illuminazione, dalla sicurezza, dai parcheggi, dal trasporto pubblico, dal verde, dall’arredo urbano, dai servizi e dalla cura delle periferie.

Un turista non visita soltanto una spiaggia: vive una città.

Per questo turismo, mobilità, riqualificazione urbana, opere pubbliche, sicurezza, ambiente e servizi devono essere considerati parti della stessa strategia. Non si può costruire un brand internazionale se la città viene pensata a compartimenti stagni.

ARIMINENSIS ritiene che dagli Stati Generali del Turismo Riminese debbano nascere proposte concrete, misurabili e verificabili nel tempo.

La prima proposta è la creazione di un Piano Strategico del Turismo Riminese 2027-2032, condiviso con tutte le categorie economiche e sociali della città, capace di definire obiettivi chiari: quali mercati internazionali raggiungere, quale turismo attrarre, come rafforzare la bassa e media stagione, come migliorare la permanenza media e come aumentare la qualità complessiva dell’offerta.

La seconda proposta è l’istituzione di un Osservatorio permanente sul turismo e sulla vivibilità turistica, con dati pubblici, aggiornati e comprensibili su arrivi, presenze, permanenza media, occupazione alberghiera, andamento dei giorni feriali, impatto degli eventi, provenienza dei turisti, spesa media, qualità percepita e criticità segnalate da operatori, residenti e comitati.

Senza dati chiari si rischia di discutere solo per impressioni. Ma senza ascolto del territorio si rischia di leggere i dati senza capire la realtà.

La terza proposta riguarda la costruzione di un vero brand internazionale “Rimini”, coordinato e riconoscibile, capace di promuovere la città non solo come località balneare, ma come destinazione europea del mare, della cultura, dello sport, del benessere, della fiera, dei congressi, dell’entroterra e dell’enogastronomia.

La quarta proposta è un Piano per il turismo feriale e fuori stagione, perché la vera sfida non è riempire la città solo il sabato e la domenica o durante i grandi eventi, ma renderla attrattiva anche dal lunedì al venerdì e nei mesi di spalla.

La quinta proposta è un Patto per la qualità urbana della destinazione turistica. Turismo significa anche pulizia, sicurezza, illuminazione, verde curato, parcheggi, trasporto pubblico, arredo urbano, accessibilità, servizi nei quartieri e manutenzione costante.

La sesta proposta è il coinvolgimento stabile dei comitati turistici, dei comitati di quartiere e delle associazioni civiche nei processi decisionali.

La settima proposta è il rafforzamento dei collegamenti e della promozione internazionale, valorizzando il ruolo dell’aeroporto, della stazione ferroviaria, della fiera, del palacongressi e delle connessioni con l’entroterra.

L’ottava proposta è la presentazione pubblica, ogni anno, di un Rapporto sul Turismo Riminese, con risultati raggiunti, criticità emerse, obiettivi futuri e stato di avanzamento delle azioni programmate.

ARIMINENSIS non chiede l’ennesimo tavolo formale, ma un percorso vero, con tempi, responsabilità, obiettivi e verifiche pubbliche. Rimini non ha bisogno di slogan, ma di una strategia. Non ha bisogno di difendere il passato, ma di progettare il futuro.

Il futuro del turismo riminese non può essere affidato all’improvvisazione, alla nostalgia o alla speranza che tutto torni come prima. Quel mondo non esiste più. Oggi servono innovazione, ascolto, programmazione, competenze, dati, qualità urbana e coraggio politico.

Le grandi scelte che riguardano Rimini non possono più essere elaborate esclusivamente all’interno delle stanze della politica. Turismo, mobilità, riqualificazione urbana, opere pubbliche, sicurezza, ambiente e servizi devono diventare il frutto di un confronto permanente con chi la città la vive ogni giorno.

La partecipazione non rallenta le decisioni: le migliora.

Il vero grande evento che deve convincere una persona a scegliere Rimini non può essere un concerto, una manifestazione o un weekend speciale.

Il vero evento deve essere Rimini.

Una città bella, ordinata, pulita, sicura, facilmente raggiungibile, con servizi efficienti, un mare accogliente, quartieri curati, cultura, sport, benessere, enogastronomia e qualità della vita.

Quando sarà la città stessa a rappresentare il motivo del viaggio, allora gli eventi diventeranno un valore aggiunto e non l’unico strumento per attirare visitatori.

Rimini ha ancora la forza, la storia e le energie per essere una delle capitali europee del turismo. Ma un grande brand internazionale non nasce per caso: si costruisce con visione, competenza, partecipazione e capacità di fare squadra.

Il tempo delle analisi è finito. È il momento di costruire insieme il futuro turistico di Rimini.

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