Artigiani e piccole imprese: tra ottimismo e incertezze il 2026 si apre con sfide importanti
Secondo uno studio Cna, gli imprenditori giovani e del Sud mostrano maggiore fiducia, ma restano pressioni su costi energetici, concorrenza sleale e carenza di personale
L’incertezza, alimentata dal contesto internazionale, continua a dominare le aspettative sull’economia di artigiani e piccole imprese per il 2026. Lo rivela uno studio della Cna, secondo cui gli imprenditori ottimisti (23,8%) superano di poco i pessimisti (23,2%), con una percentuale di fiducia significativamente più alta tra gli under 40.
Il sentiment migliora in particolare nel Mezzogiorno, mentre le principali criticità restano i costi energetici, la concorrenza sleale e la carenza di personale qualificato.
Secondo l’indagine, un’impresa su tre prevede una contrazione del fatturato, il 40% pianifica di ridurre gli investimenti, e circa una su sei prevede un aumento della spesa. Per quanto riguarda l’organico, quasi il 70% del campione prevede stabilità, il 20% una riduzione e il 10% un incremento.
Questi dati evidenziano un quadro di prudenza ma non di sfiducia diffusa, con segnali positivi soprattutto tra i giovani imprenditori e nelle regioni meridionali. Tuttavia, rimangono pressing le sfide strutturali del settore, in particolare la gestione dei costi energetici e la necessità di reperire personale qualificato.
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