Balneari esclusi dal Forum del Turismo: la denuncia del SIB contro il silenzio del Governo
Dal Riminese il grido d'allarme dei balneari: «Senza certezze sulle concessioni si fermano gli investimenti
Il turismo balneare, cuore pulsante dell’offerta turistica romagnola, resta ancora una volta ai margini del dibattito nazionale. A denunciarlo è Antonio Capacchione, presidente del Sib – Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio, al termine del Terzo Forum Internazionale del Turismo che si conclude oggi a Milano.
«Nonostante il “mare” rappresenti circa il 41% delle presenze turistiche in Italia — con punte del 70% in Emilia-Romagna — il tema della balneazione è stato di fatto bandito dal Forum», afferma Capacchione, ricordando come una situazione analoga si fosse già verificata al Wttc Global dello scorso settembre a Roma.
Un’assenza che pesa in modo particolare su territori come il Riminese, dove la spiaggia attrezzata è da decenni il principale motore economico e occupazionale. Secondo il Sib, la causa è evidente: l’irrisolta questione del rinnovo delle concessioni demaniali marittime legata alla direttiva Bolkestein.
«Si tratta di una ferita ancora drammaticamente aperta per il settore — sottolinea Capacchione — che blocca gli investimenti e genera incertezza per oltre 100mila addetti diretti e circa 30mila imprese, perlopiù a conduzione familiare». Un modello, quello sviluppato lungo la Riviera romagnola, che ha reso il turismo balneare italiano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.
Il presidente del Sib non risparmia critiche al Governo: «Comprendiamo l’imbarazzo di chi aveva promesso molto e finora deciso nulla, ma i problemi non si risolvono nascondendoli. Vanno affrontati». Un messaggio che dal Riminese chiede risposte concrete, per non lasciare il “mare” fuori dalle scelte strategiche sul futuro del turismo italiano.
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