Bellaria Igea Marina, prosegue il percorso partecipato per la nuova Casa della Comunità
Lunedì 18 maggio incontro al Centro Giovani KAS8: confronto tra istituzioni, professionisti e terzo settore per la co-progettazione dei servizi socio-sanitari del territorio
Prosegue in maniera fattiva il percorso partecipato della nuova Casa della Comunità di Bellaria Igea Marina, che si pone la finalità di contribuire attivamente alla costruzione di azioni concrete di salute e benessere per il territorio.
Lunedì 18 maggio, dalle ore 15.30 alle 17.30, al Centro Giovani “KAS8” (via Ravenna 75), è in programma un nuovo incontro del percorso avviato in marzo e intitolato ‘Un cantiere aperto per la salute del territorio’, promosso dall’Azienda USL della Romagna in collaborazione con il Comune e VolontaRomagna e che coinvolge istituzioni, professionisti, sindacati, associazioni ed enti del Terzo Settore per condividere idee, confrontarsi su sfide e opportunità. In sostanza, un vero e proprio laboratorio di co-progettazione, nel quale “raccogliere spunti, proposte, sollecitazioni e progetti per dare piena attuazione alla rete dei servizi della comunità, con attenzione alla cura ma anche alla prevenzione, al benessere, al tempo libero, al movimento e altri aspetti”, come ricordano i promotori dell’iniziativa.
Dopo la conclusione della prima fase dei lavori di costruzione, è stata attivata infatti lunedì 11 maggio la nuova Casa di Comunità di Bellaria Igea Marina, un’opera chiave per la città, realizzata dall’Azienda USL della Romagna grazie a risorse legate a PNRR e “Fondo Kyoto” per circa 4 milioni di euro complessivi. Una rigenerazione profonda del polo socio-sanitario (che verrà ultimata nel corso dell’anno completando una palazzina in fase di realizzazione e alcune opere interne), presente di fianco alla residenza comunale, di fatto quasi raddoppiato in termini di dimensioni, così da ridisegnare l’offerta dei servizi socio-sanitari e di comunità, dall’assistenza sulle cronicità alla diagnostica a distanza con telemedicina, nell’ottica di una sempre maggiore prossimità e di una sanità sempre più a vocazione territoriale, dimostrata ad esempio dagli sportelli sociali e dagli Infermieri di Famiglia e Comunità, una figura (sono sette quelli attivi nel territorio comunale) chiamata a seguire i nuovi bisogni e che opera in modo integrato, competente e vicino alle reali condizioni di vita, ulteriore tassello della riorganizzazione socio-sanitaria che punta a portare la salute sempre più vicina alle persone, riducendo le disuguaglianze e migliorando la qualità di vita.
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