Blitz dei Pasdaran nelle case dei manifestanti uccisi: cresce il terrore in Iran
Irruzioni armate, intimidazioni e saccheggi contro le famiglie delle vittime
Le Guardie rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) hanno fatto irruzione nelle abitazioni delle famiglie delle persone uccise durante le recenti proteste a Teheran, dando vita a una serie di incursioni intimidatorie che stanno alimentando un clima di paura diffusa nel Paese. Secondo le testimonianze raccolte, i militari avrebbero sparato colpi in aria, lanciato insulti e saccheggiato le case, colpendo parenti già segnati dalla perdita dei propri cari.
Le operazioni rientrerebbero in una più ampia strategia repressiva volta a soffocare ogni forma di dissenso e a scoraggiare nuove manifestazioni. Parallelamente, continua il blackout di Internet imposto dalle autorità iraniane: secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale Fars, la sospensione delle comunicazioni durerà almeno due settimane, isolando ulteriormente la popolazione e limitando la circolazione di informazioni indipendenti.
Sul piano internazionale, la tensione resta altissima. Teheran ha avvertito i Paesi vicini che, in caso di un attacco da parte degli Stati Uniti, risponderà colpendo le basi militari statunitensi presenti nella regione. In risposta a questo scenario, Washington ha deciso di trasferire parte del personale della base di Al Udeid, in Qatar, come misura precauzionale.
La crisi preoccupa anche l’Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato una riunione dedicata alla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Iran. «La situazione ci preoccupa moltissimo», ha dichiarato il titolare della Farnesina, sottolineando la necessità di monitorare costantemente l’evolversi degli eventi e di garantire la massima tutela ai connazionali.
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