Cattolica intitola un parco a Luisa Prioli, staffetta partigiana della Resistenza
Ai piedi della collinetta, svetta ora una targa con il suo nome e un Qr code che rinvia a una pagina a lei dedicata sul sito del Comune
Ha rischiato la propria vita per liberare la sua città e il suo Paese dall’oppressione nazifascista. Di notte, in sella alla sua bicicletta, con le matrici nascoste nella canna, faceva la spola da Cattolica a Morciano per portare scritti e messaggi alla stamperia clandestina. Lei era Luisa Prioli, l’unica staffetta partigiana “combattente” di Cattolica. E in memoria del suo coraggio e del suo impegno umano e civile, questa mattina l’Amministrazione comunale, rappresentata dalla Sindaca Franca Foronchi e dal vicesindaco Federico Vaccarini, le ha intitolato il parco accanto alla Scuola secondaria di 1° grado “Emilio Filippini”.
Ai piedi della collinetta, svetta ora una targa con il suo nome e un Qr code che rinvia a una pagina a lei dedicata sul sito del Comune con elementi biografici. Accanto alla targa, è stato messo a dimora un corbezzolo, pianta sempreverde simbolo dell’Unità d'Italia perché nei suoi colori - il verde delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso dei frutti - si ricompone il Tricolore. A donarlo alla città, una delle nipoti di Luisa Prioli, Maria Luisa Antonioli, che ha preso parte alla cerimonia insieme con le cugine e altre nipoti della partigiana, Marella e Giovanna Prioli. Presente per l’Anpi, il presidente dell’Anpi Maurizio Castelvetro e Lorenza Badioli. Ad arricchire la cerimonia, le classi terze (A, B, C ed E) della scuola “Filippini” che hanno preparato e letto alcuni brani tratti dal libro “Portateci nel cuore” e altre testimonianze, tra cui uno scritto di Tina Anselmi. Ad accompagnarli, la dirigente scolastica Maria Grazia Lorusso e i docenti che li hanno seguiti nel progetto di ricerca e studio: Daniele Olivieri, Giancarlo Messina, Umberto Gnassi, Giulia D’Ettorre, Susanna Rossi Magi, Cristina Cecchini,Nicola Pretelli, Mariangela Lorusso, Anna Bartorelli e la vice preside Silvia Mancini.
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