Crisi moda, Rimini maglia nera dell'export (-16,8%): piano regionale per il rilancio della manifattura
L’impegno di Vincenzo Colla: formazione e tecnologia per far ripartire il cuore produttivo del territorio
Il settore della moda va sostenuto per uscire dalla crisi e rilanciato puntando su sostenibilità, innovazione tecnologica, formazione e supporto alle microimprese. È l’impegno ribadito dal vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, a chiusura del Tavolo regionale permanente della moda.
La Regione continua a investire attraverso bandi Fesr e Fse+, con oltre 2,3 milioni di euro già concessi nel 2025 e nuove opportunità in arrivo, tra cui la seconda edizione del bando Step e un bando dedicato alle certificazioni. A livello nazionale, il disegno di legge sulle Pmi prevede fino a 100 milioni di euro per sostenere l’aggregazione e l’innovazione delle imprese della moda.
Il contesto resta però complesso. In Emilia-Romagna la produzione del comparto moda registra un calo del 4% nel 2025, mentre l’export regionale nei primi sei mesi dell’anno è sceso del 6,9%. Particolarmente difficile la situazione di Rimini, che segna una flessione dell’export del 16,8%, una delle più alte della regione, a conferma delle criticità che colpiscono anche i territori a forte vocazione manifatturiera.
La Regione punta ora su filiere più corte e qualificate, produzioni di nicchia di alta qualità e nuovi mercati, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del made in Emilia-Romagna e accompagnare il settore verso una transizione sostenibile.
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