Da Mercatino Marecchia a Novafeltria, cosa manca oggi al paese: parola ai commercianti
Tra e-commerce e grande distribuzione i commercianti resistono e rivendicano il proprio ruolo
di Giulia Ceci
Nel 950 d.C. nasce il primo nucleo di Mercatino Marecchia, un tipico “mercatale” medievale, un punto d’incontro aperto e senza mura. Il paese si trova disteso lungo il fiume Marecchia e all’incrocio tra diverse vie di comunicazione, per questo viene presto scelto come sede privilegiata di scambi e commerci. Mercatino Marecchia, dal 1941 Novafeltria, ancora oggi è al centro della vallata e le sue numerose attività commerciali danno vita al centro cittadino.
Nonostante la pesante desertificazione commerciale che ha colpito l’Italia negli ultimi anni, causata da fenomeni come e-commerce o grandi centri commerciali, i negozianti di Novafeltria resistono e rivendicano il proprio ruolo. L’estate trascorsa non è stata semplice per tutti i negozianti, ad esempio Annarita dell’attività “Annarì” afferma: “Di certo questa ondata di caldo non è stata dalla nostra parte, è normale che le gente preferisca andare al mare o in piscina piuttosto che passeggiare per il centro del paese”. Molti commercianti, affermano di aver beneficiato della propria clientela abituale di residenti e persone della zona, mentre qualcuno anche di turisti. Ad esempio Kikka di “Kikka’s Bakery” racconta: “Questa estate ho notato un buon movimento specialmente da fuori, sono passati molti turisti e persone dalla riviera”.
Ma se da un lato il caldo ha scoraggiato il movimento pomeridiano, dall’altro ha incoraggiato le uscite serali e questo ha dato modo a Comune e associazioni di organizzare durante i mesi estivi diversi eventi ed iniziative, per riempire le strade del paese. Tra questi hanno riscontrato grande successo il “Gran Galà di Ferragosto” e la “Notte dei Cento Catini”, quest’anno con la novità del contest delle vetrine decorate a tema nei negozi. Ma che riscontro hanno avuto queste iniziative sulle attività dei commercianti? Roberta di “Non solo Caffè" e Annarita di “Annarì”, entrambe parte dell’associazione Commercianti di Novafeltria, sono d’accordo nell’affermare: “Il riscontro di questo genere di iniziative spesso non è immediato, però c’è. Anche se magari la sera stessa il cliente non compra in negozio, magari gli capita di guardare una vetrina e di tornare nei giorni seguenti. E poi è sempre un modo per dare visibilità al paese e per creare occasioni d’incontro per i cittadini.”
Tutto sommato sembra allora che Novafeltria abbia mantenuto molte delle antiche caratteristiche di rilevante punto d’incontro, come lo è stato Mercatino Marecchia, anche se ancora qualche tassello sembra mancare. Secondo Kikka di “Kikka’s Bakery” ciò che manca a Novafeltria è: “Un po’ di organizzazione e unità in paese”, mentre un’altra commerciante del centro di Novafeltria riferisce: “Sarebbe utile segnalare meglio il centro di Novafeltria all’inizio del paese. So di molte persone della zona che solo recentemente hanno scoperto l’esistenza di una piazza e di un corso, avendo sempre attraversato il paese passando dalla statale.” Annarita di “Annarì” evidenzia invece: “Ciò che manca sono degli spazi sicuri per i bambini e forse un po’ di arredo urbano, per rendere il paese più bello e invitante”.
Per concludere interviene Roberta di “Non solo caffè”, che lancia forte e chiaro un messaggio per tutti gli abitanti e i commercianti di Novafeltria: “Ciò che manca oggi al nostro paese è speranza, coraggio e fiducia. Se tutti insieme resistiamo a questa crisi che colpisce i negozi di prossimità, se siamo bravi a dare i servizi che servono, il nostro paese sarà più appetibile e ci sarà meno spopolamento. Spero vivamente che chi governa capisca l'importanza delle nostre piccole attività e ci metta nelle condizioni di ritrovare la fiducia.”
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