Edilizia: Ance Rimini, concertazione per affrontare crisi
L’Associazione costruttori di Rimini chiede un tavolo di concertazione per affrontare la crisi. "Desideriamo – afferma una nota – richiamare l’attenzione sulle imprese edili di Rimini che sono sane ed...
L’Associazione costruttori di Rimini chiede un tavolo di concertazione per affrontare la crisi. "Desideriamo – afferma una nota – richiamare l’attenzione sulle imprese edili di Rimini che sono sane ed attrezzate per affrontare questa crisi, ma i risultati che si otterranno dipenderanno da quanto le imprese saranno supportate sia dalle pubbliche amminstrazioni sia dal credito. Il mercato immobiliare in prospettiva desta forti preoccupazioni, anche se attualmente la sua flessione è contenuta e i prezzi stanno tenendo. Mentre per quanto riguarda le opere pubbliche si lamenta un forte calo". Con queste premesse Ance Rimini chiede un tavolo di concertazione che abbia come interlocutori la pubblica amministrazione, in primis Provincia e Comuni, a partire dal Comune di Rimini, le banche e le imprese. "Alla pubblica amministrazione chiediamo un forte impegno affinché le imprese che vogliono ancora investire lo possano fare in tempi certi e compatibili col business. In altre parole, anche attivando lo sportello unico e la conferenza dei servizi, chiediamo che i piani particolareggiati delle imprese abbiano priorità assoluta e vengano approvati al massimo entro sei mesi, e che i permessi di costruzione siano rilasciati nel termine dei trenta giorni. E’ necessario, inoltre, che proprio per tenere conto del difficile momento economico, gli oneri di urbanizzazione siano il più possibile contenuti, mentre la monetizzazione di parcheggi e aree verdi sia ridotta. Per quanto riguarda il settore delle opere pubbliche – aggiungono i costruttori – è necessario aumentare gli investimenti ed effettuare gare d’appalto con caratteristiche che permettano anche alle nostre imprese di partecipare: occorre riattivare un elenco di ditte di fiducia per importi non elevati e appaltare entro tre mesi tutte le opere ad oggi in programmazione, applicando metodi di gara che tengano conto della capacità imprenditoriale e non solo del prezzo più basso. Infine, le pubbliche amministrazioni devono riprendere a pagare gli stati d’avanzamento nei termini previsti dal contratto e non, come ora, con tempi lunghissimi motivati dal rispetto del patto di stabilità". Infine, "alle banche chiediamo di non interrompere il flusso del credito alle imprese per i loro progetti, sia per mutui immobiliari che per gli affidamenti in essere o necessari, avvalendosi magari delle garanzie che i consorzi fidi possono loro prestare. Chiediamo inoltre che il costo del credito segua l’andamento del calo dell’Euribor contenendo gli spread. D’altra parte chiediamo che le banche non riducano l’appoggio alle famiglie che desiderino acquistare una nuova casa in modo tale da sostenere il mercato immobiliare. Come imprese – concludono – ci impegniamo a mantenere l’occupazione".
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