Elliott Murphy torna da Fellini: 55 anni dopo, la visita a Rimini
Il cantautore newyorkese, ospite dei Glory Days, ha rivissuto il ricordo dell'incontro con il regista sul set di "Roma", dove recitò da comparsa
Cinquantacinque anni dopo quell'incontro sul set, Elliott Murphy è tornato idealmente nel mondo di Federico Fellini. Il cantautore newyorkese, in città come ospite dei Glory Days, ha visitato il Fellini Museum, trasformando la visita in un viaggio nella memoria fino all'autunno del 1971, quando aveva appena 22 anni.
Era allora che Fellini lo scelse come comparsa per "Roma", il film del 1972 ambientato tra passato e presente nella capitale e oggi parte dell'universo raccontato dal museo riminese. Murphy comparve nella sequenza della Festa de' Noantri, tra il pubblico dell'incontro di pugilato. Di quell'esperienza, racconta, è rimasto soprattutto un episodio. Fellini gli si avvicinò, gli posò una mano sulla spalla e gli disse: "Ragazzo, fermati qui". Poche parole che, per il giovane musicista americano, finirono per assumere un significato destinato a durare nel tempo.
Anni dopo Murphy scrisse al regista per raccontargli quanto quell'incontro avesse inciso sulla sua vita. Da Fellini arrivò una risposta affettuosa e ironica, che il cantautore avrebbe poi riletto centinaia di volte. Un rapporto breve, nato quasi per caso sul set, ma rimasto nella memoria dell'artista anche a distanza di decenni. A Fellini Murphy ha dedicato anche "Is Fellini Really Dead?", brano nel quale ha raccontato il legame con il regista e con il suo immaginario. "Per me era il Picasso del cinema", ha ricordato.
La visita al Fellini Museum ha così riportato Murphy nei luoghi e nelle suggestioni legate a quell'esperienza lontana. Un ritorno che ha incrociato la storia personale del musicista con quella del cinema di Fellini, oggi raccontata attraverso gli spazi di Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta.
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