Emilia-Romagna, online il portale rinnovato sui Costituenti: memoria e biografie a 80 anni dall’Assemblea

Aggiornato il progetto “Donne e uomini della Costituente”: raccontate le storie dei parlamentari emiliano-romagnoli, tra cui i riminesi Ricci e Grazia, protagonisti della nascita della Repubblica

23 giugno 2026 11:34
Emilia-Romagna, online il portale rinnovato sui Costituenti: memoria e biografie a 80 anni dall’Assemblea -
Condividi

Il 25 giugno 1946 si riunì per la prima volta l'Assemblea Costituente italiana presieduta da Giuseppe Saragat. A ottant’anni di distanza la rete regionale degli Istituti Storici della Resistenza torna a dare nuovo impulso al progetto Donne e uomini della Costituente Emilia-Romagna avviato nel 2018 per il 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione. Il portale costituenti.900-er.it/ è stato completamente rinnovato nelle grafiche e ampliato nei contenuti offrendo, secondo le intenzioni degli autori, gli strumenti perché chiunque possa conoscere quella straordinaria stagione della costruzione della democrazia italiana, esito ad un tempo della Resistenza, che ne è stata fattore determinante, ma anche di una lotta per l’emancipazione democratica del Paese di ben più lungo periodo. Il portale è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna.L’idea che sta alla base del Progetto è quella di proporre la vicenda biografica delle donne e degli uomini deputati dell’Assemblea Costituente che sono nati o sono stati eletti in Emilia-Romagna. Per tutti è stata redatta una scheda biografica estesa, accompagnata da una bibliografia sintetica e una sitografia. Lo studio delle loro biografie non si è limitato alla stagione costituente, ma di ognuno si è ricostruita la vita politica precedente, contemporanea e successiva ai lavori del 1946-1947: l’impegno tanto su scala nazionale quanto su scala locale, la formazione e loro professione, così come avevano vissuto le vicende storiche precedenti, il fascismo, la guerra, la Resistenza, nonché altri aspetti del loro percorso esistenziale, oltre la dimensione politica che, certamente, per quelle persone e per quelle generazioni è stata elemento centrale, essenziale della loro vita.I due Costituenti rappresentativi del territorio riminese sono Giuseppe Ricci e Verenin Grazia. Le biografie sono redatte dal ricercatore storico Filippo Espinoza.

Giuseppe Ricci nasce a Montelabbate, in provincia di Pesaro, nel 1890 in una famiglia di contadini estremamente indigenti. Dal 1904 milita nel movimento operaio, dapprima nelle fila socialiste, poi in quelle comuniste. Emigra in Francia, Svizzera e nel nord degli Stati Uniti, dove continua a svolgere attività politica, entrando in contatto con i comitati di difesa di Sacco e Vanzetti. Nel 1922, colpito dalla repressione contro gli attivisti italo-americani decide di rimpatriare. Al suo rientro, avvenuto nel clima della marcia su Roma e delle violenze fasciste, si avvicina alle organizzazioni comuniste e aderisce al Partito Comunista Italiano (PCI). Nello stesso periodo, si stabilisce a Cattolica dove sposa Giovanna Pedini e impianta un laboratorio per la produzione di ghiaccio.
Nell'estate del 1943 partecipa alla riunione costitutiva della Federazione Circondariale del Partito Comunista Italiano (PCI) di Rimini ed entra a far parte del Comitato di Liberazione Nazionale Valconca di cui è comandante per la zona di Cattolica. Il gruppo cattolichino ha un rilievo specifico nell’attività di raccolta d’informazioni per i Comandi Alleati; in particolare per l’organizzazione di fughe di disertori e prigionieri di guerra e per i dettagli su sistemi di difesa e movimenti di truppe dell’esercito tedesco.
Dopo la liberazione della cittadina, Ricci è nominato Sindaco (dal 7 al 22 settembre 1944), poi ricopre nuovamente la carica dal 20 ottobre 1946 all'11 giugno 1951. Eletto alla Consulta Nazionale in rappresentanza del PCI nella circoscrizione di Rimini, partecipa ai lavori dell'Assemblea Costituente. Rieletto Deputato nella prima legislatura repubblicana, i suoi interventi parlamentari riguardano in particolare la pesca e la marineria.
Dopo il 1953, non ricopre incarichi politici di rilievo. Muore a Cattolica nel 1972.


Verenin Grazia nasce a Rimini il 2 luglio 1898. Entra nel movimento anarchico in giovanissima età e le fonti poliziesche lo segnalano come militante attivo nel gruppo locale già dal 1913. Nel febbraio di quell’anno si trasferisce con la famiglia a Milano, dove diventa funzionario dell’Unione Sindacale Italiana. L'esperienza si interrompe nell'estate del 1917, quando è richiamato alle armi.
Soldato semplice nella Prima Guerra Mondiale, dopo la smobilitazione rientra in Romagna, dove si fa strada nel movimento cooperativo grazie alle sue doti di agitatore politico ed organizzatore. Dopo la Marcia su Roma emigra brevemente in Francia e durante la dittatura svolge lavori saltuari a Milano, Parma e Bologna, costantemente vigilato dalla polizia.
Nel 1942 e nel 1943 è promotore di agitazioni e scioperi tra i braccianti emiliani. In quel periodo aderisce al Partito Socialista Italiano (PSI) e partecipa alla sua riorganizzazione nel territorio bolognese. Prende parte alla Resistenza come Vicecommissario politico del Comando Unificato Militare Emilia-Romagna e Segretario del Comitato di Liberazione Nazionale regionale.
Eletto Deputato nell’Assemblea Costituente e poi nella prima legislatura repubblicana, tra i suoi interventi parlamentari si distinguono quelli a sostegno della cooperazione, della concessione di contributi statali alle casse rurali e ai progetti di formazione professionale per i disoccupati.
Nell'immediato Dopoguerra, Grazia entra a far parte della Segreteria nazionale dell’USI e ricopre l’incarico di Direttore del Consorzio Cooperative Agricole e di Consumo del Circondario di Rimini. È tra i fondatori, e poi direttore, del settimanale “Sorgiamo!”, organo dell’Unione Anarchica dell’Emilia-Romagna. Nello stesso periodo sposa Vanda Casadio, una giovane riminese proveniente da una famiglia libertaria. Dal 1949 ricopre l’incarico di Segretario generale della Lega Nazionale delle Cooperative.
Dopo la scissione socialdemocratica, Grazia milita nella sinistra del PSI, poi nel 1963 entra nel Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e nel 1968 nel Partito Comunista Italiano.
Muore a Bologna nel 1972.

Per maggiori informazioni sul Progetto: https://costituenti.900-er.it/

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail