Ferragni assolta nel caso Pandorogate: “Anni duri, ora mi riprendo la mia vita”
Il giudice ha disposto il proscioglimento dell’influencer dopo la riqualificazione dell’accusa in truffa semplice. Estinto il reato, nessuna aggravante riconosciuta
Chiara Ferragni è stata assolta nel procedimento noto come Pandorogate, che la vedeva imputata per truffa in relazione alla vendita di pandori e uova di Pasqua legati a iniziative benefiche. La decisione è arrivata dopo che il giudice ha riqualificato l’accusa da truffa aggravata a truffa semplice, disponendo così il proscioglimento dell’imprenditrice digitale e dichiarando il reato estinto.
“Sono commossa, è finito un incubo. Sono contenta di riprendermi la mia vita”, ha dichiarato Ferragni al termine dell’udienza, facendo riferimento a un periodo che ha definito particolarmente difficile sia sul piano personale che professionale.
Secondo l’accusa, che aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, Ferragni avrebbe ingannato i consumatori ottenendo presunti profitti indebiti dalla vendita dei prodotti, il cui prezzo non avrebbe incluso la beneficenza pubblicizzata. Tuttavia, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante contestata, elemento determinante per la chiusura del caso.
Già un anno fa l’influencer aveva raggiunto un accordo risarcitorio con il Codacons, che aveva ritirato la querela dopo aver ottenuto un indennizzo. Un passaggio che aveva contribuito ad avviare il percorso verso la definizione della vicenda giudiziaria, oggi conclusa con l’assoluzione.
Con la sentenza, si chiude uno dei capitoli più controversi della carriera pubblica di Chiara Ferragni, che ora guarda al futuro con l’obiettivo di voltare pagina.
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