Frode informatica, banca obbligata a rimborsare 6mila euro al risparmiatore riminese

Decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario su una truffa via spoofing: riconosciuta la responsabilità dell’istituto per mancati controlli su operazioni sospette, nonostante il concorso di colpa del cliente

30 giugno 2026 11:31
Frode informatica, banca obbligata a rimborsare 6mila euro al risparmiatore riminese -
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Si chiude con un parziale ma significativo successo la battaglia legale condotta da un risparmiatore riminese, difeso dall'avvocato Emanuele Magnani, legale di Acli e Lega Consumatori, vittima di una complessa frode informatica. Il Collegio di Bologna dell’Arbitro Bancario Finanziario di Bologna (ABF), con la decisione assunta nella seduta di maggio 2026, ha condannato un noto istituto bancario internazionale a rimborsare al ricorrente la somma di 6.000,00 euro.

La vicenda ha inizio nel mese di novembre 2025, quando il consumatore si è trovato al centro di una truffa particolarmente subdola, orchestrata attraverso tecniche di spoofing (falsificazione identità). La vittima ha ricevuto sms apparentemente provenienti dal canale ufficiale della banca e una successiva telefonata da un sedicente operatore antifrode, il cui identificativo sul display coincideva perfettamente con il numero ufficiale dell’istituto di credito. Tratto in inganno dall'apparente autenticità delle comunicazioni e dal tono professionale del truffatore, il cliente ha eseguito le operazioni richieste dall'operatore per "mettere in sicurezza" il conto, subendo un prelievo fraudolento.

Il legale ha dimostrato in modo stringente come l'istituto di credito abbia riscontrato anomalie evidenti (ripetute richieste di autorizzazione in un ristretto arco temporale) che avrebbero dovuto far scattare indici di rischio automatici e blocchi preventivi efficaci, configurando così una precisa responsabilità organizzativa in capo alla banca.

«Questa pronuncia conferma l'orientamento prevalente nella tutela dei risparmiatori nell'era del digitale – dichiara l'avvocato Magnani che ha patrocinato il caso –. Anche se il Collegio ha ravvisato un concorso di colpa del ricorrente, l'avere sancito la responsabilità concorrente dell'intermediario per non aver intercettato i palesi indici di anomalia della frode dimostra che le banche hanno il dovere di evolvere i propri sistemi di sicurezza alla stessa velocità dei truffatori».

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