Gravidanza a rischio, ma niente esami nel pubblico: “Costretta al privato”
Situazioni simili riguardano anche i bambini
Liste d’attesa infinite e assenza di posti nel Servizio sanitario nazionale continuano a penalizzare cittadini e famiglie nel Lazio. Come riporta Fanpage.it a raccontarlo è Lara (nome di fantasia), incinta con una gravidanza a rischio, che non è riuscita a prenotare un’ecografia morfologica tramite il ReCup regionale: “Ho chiamato due mesi prima, ma non c’era disponibilità in tutta la regione. Ho speso 250 euro da un privato”.
Nonostante la necessità di controlli urgenti, Lara non è mai riuscita a essere seguita nel pubblico. Anche per un intervento dermatologico durante la gravidanza, le è stato proposto un appuntamento dopo sette-otto mesi, tempi incompatibili con la sua condizione.
Situazioni simili riguardano anche i bambini. Silvana racconta di aver cercato una visita dermatologica per la figlia: “Nessun posto per tutto il 2026. Alla fine siamo andati privatamente”.
Testimonianze che evidenziano una sanità pubblica sempre meno accessibile, dove chi può permetterselo si rivolge al privato e chi non ha risorse rischia di rinunciare alle cure.
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