I misteri della banda della Uno Bianca su Rai Due

Torna la ‘banda della Uno Bianca’, quella guidata da poliziotti, che fece 24 morti e 102 feriti, terrorizzando tra il 1987 e il 1994 l’Emilia-Romagna e le Marche. A parlarne sarà ‘La storia siamo noi’...

A cura di Redazione Redazione
06 febbraio 2010 12:54
I misteri della banda della Uno Bianca su Rai Due -
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Torna la ‘banda della Uno Bianca’, quella guidata da poliziotti, che fece 24 morti e 102 feriti, terrorizzando tra il 1987 e il 1994 l’Emilia-Romagna e le Marche. A parlarne sarà ‘La storia siamo noi’, di Giovanni Minoli, in onda lunedì 8 febbraio su Rai 2 alle 23.20. La trasmissione – spiega una nota – affronterà i misteri che ancora aleggiano dietro quella sigla di terrore, misteri che il documentario di Andrea Bignami tratterà grazie alle testimonianze di magistrati, poliziotti, cronisti. Una storia non solo di sangue e stragi, ma anche di errori investigativi e giudiziari. Nel corso degli anni infatti sono state arrestate, processate e, in molti casi, condannate, quasi 150 persone. Molti di loro pregiudicati, ma ingiustamente accusati di reati in realtà commessi dai fratelli Savi e dai loro complici. Due testimoni di giustizia, poi rivelatisi "falsi" – Simonetta Bersani e Anna Maria Fontana – hanno portato all’arresto e all’incriminazione di molte persone, a lunghi processi inutili che hanno permesso alla banda di continuare nelle loro attività criminali per 7 lunghi anni. Nel documentario – annuncia il comunicato – parlerà per la prima volta in tv il magistrato di Rimini Daniele Paci, artefice della cattura della banda insieme agli investigatori del commissariato riminese, Luciano Baglioni e Pietro Costanza. Paci non aveva mai creduto che le persone arrestate e processate fino a quel momento a Bologna e in altre città fossero realmente ‘quelli della Uno Bianca’. Perciò il magistrato inaugurò un nuovo metodo di indagini: un pool, più preparato e più scientifico, ricominciando tutto da capo. Il documentario mostrerà anche il dolore dei parenti delle vittime, che oggi temono che i fratelli Savi e i loro complici vengano liberati prima di aver scontato l’intera pena dell’ergastolo. "Rimaniamo in vita come associazione solo per questo, perché non escano mai di galera", ribadisce la presidente dell’associazione parenti delle vittime, Rosanna Zecchi.

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