Il Libro dei sogni di Fellini torna a casa: Rimini recupera quattro pagine originali

Il Comune ottiene 15 mila euro dal ministero della Cultura per acquisire quattro pagine del celebre manoscritto. Tra queste anche il "Segno del Tao"

A cura di Redazione Redazione
01 agosto 2026 10:07
Il Libro dei sogni di Fellini torna a casa: Rimini recupera quattro pagine originali - Una delle pagine del manoscritto
Una delle pagine del manoscritto
Condividi

Ci sono sogni che attraversano il tempo. Disegni e appunti che raccontano l'universo creativo di Federico Fellini e che, dopo anni trascorsi in collezioni private, tornano a casa. Il Fellini Museum di Rimini acquisirà quattro pagine originali del celebre Libro dei sogni, grazie a un finanziamento di 15 mila euro del Ministero della Cultura. Un'operazione che rappresenta un nuovo tassello nella ricostruzione di uno dei manoscritti illustrati più importanti del Novecento.

Il contributo arriva attraverso il Piano per l'Arte Contemporanea 2026 e consentirà al Comune di acquistare due fogli originali, pari a quattro pagine, appartenuti a Vincenzo Mollica, al quale erano stati donati direttamente da Fellini. Il progetto riminese è l'unico, tra i 29 finanziati quest'anno dal Ministero, selezionato nella sezione dedicata all'acquisizione di collezioni e archivi.

Tra le pagine recuperate spicca "Il pittore delle belve", il sogno del 22 giugno 1980, con l'imponente testa di una tigre che domina la scena, e soprattutto il celebre "Segno del Tao", parte del sogno del 27 dicembre 1960 che Fellini considerava il più importante dell'intera raccolta. È il sogno in cui incontra una misteriosa figura orientale, interpretata dal suo psicoanalista Ernst Bernhard come l'ombra della sua personalità. Anni dopo il regista lo definirà «quello che riassume l'intero significato della mia esistenza».

Per il Fellini Museum si tratta del secondo finanziamento ottenuto attraverso il Piano per l'Arte Contemporanea, dopo quello del 2024 che aveva permesso l'acquisizione del fondo di Danilo Donati. Nel frattempo è entrata nelle collezioni pubbliche anche la biblioteca personale del regista, composta da oltre duemila volumi.

"Questo finanziamento rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica del lavoro che il Fellini Museum sta svolgendo", commenta l'assessore alla Cultura Michele Lari, sottolineando come il progetto confermi il ruolo di Rimini quale punto di riferimento internazionale per la memoria e gli studi dedicati a Federico Fellini.

Per il direttore del museo Marco Leonetti, invece "ricomporre il Libro dei sogni significa restituire unità a un'opera che il tempo aveva disperso. Ogni pagina recuperata ci restituisce un nuovo frammento del laboratorio creativo di Fellini".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail