Il martedì sera di Louis: "Pensavo solo alla moto, poi il sesso con Manuela il mattino dopo"
"Ero in confusione": le contraddizioni di Louis Dassilva davanti ai giudici
"Dopo cena non sono più uscito di casa. Abbiamo guardato la televisione (lui e Valeria Bartolucci, la moglie, ndr), non ricordo cosa abbiamo visto. Di sicuro ci siamo addormentati entrambi. Poi, quando mi sono svegliato, ho visto che anche lei dormiva e le ho detto di andare a riposare in camera, ma non ricordo l'ora. Ho mandato messaggi vocali, ma non sono più uscito sul balcone". Così Louis Dassilva, unico indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli, sentito oggi (lunedì 30 marzo) in Tribunale, in merito ai suoi movimenti nella sera del 3 ottobre 2023, giorno in cui la Paganelli è stata uccisa nei garage di via del Ciclamino.
Nel tardo pomeriggio del 3 ottobre Louis, secondo le sue stesse dichiarazioni, si è affacciato sul balcone di casa vedendo Loris Bianchi da Manuela: proprio questi l'ha invitato ad andare da loro. Era presente anche la figlia della donna, Giorgia. "Ho parlato con Loris dei pezzi di ricambio per la mia moto incidentata. Non sapevo che Manuela il martedì sera avesse l'adunanza dei testimoni di Geova. Una volta uscito di casa di Manuela, sono andato in garage a prendere il cibo per gatti e sono tornato nel mio appartamento, senza più uscire". Dassilva ha aggiunto che la sera del 3 ottobre le sue preoccupazioni erano solo per la moto e che la moglie si sarebbe accorto di ogni sua eventuale uscita di casa. Su questo punto, il sostituto procuratore Paci gli ha riferito che all'epoca, in interrogatorio, aveva detto il contrario, cioè che la moglie avesse il sonno pesante.
Louis ha dichiarato infine che il 4 mattina avrebbe incontrato Manuela per un rapporto sessuale e di essersi preoccupato, all'inizio, che la relazione con la donna potesse diventare di pubblico dominio. "Con mia moglie all'inizio ho negato quando si parlava di questa cosa in tv e sui giornali", ha precisato.
Sempre nell'interrogatorio, l'imputato ha raccontato dei suoi trascorsi come militare in Gendarmeria in Senegal, dal settembre 2011 al settembre 2012, di aver lavorato a Dakar per la sicurezza privata presso l'ambasciata americana, di essere stato sequestrato e torturato in Libia. Ha riferito di non ricordarsi di litigi in casa di Manuela Bianchi e ha spiegato di averle scritto, in un messaggio, "i tuoi familiari mi renderanno matta", perché, ha riferito, la famiglia di Manuela non la accettava e la stessa figlia, Giorgia, stava "dalla parte della nonna e non sua (di Manuela, ndr)". Dassilva ha detto di aver visto Pierina Paganelli, con la nipote Giorgia, per l'ultima volta qualche giorno prima dei fatti del 3 ottobre. Si sono incontrati in garage. Dassilva ha infine riferito di una voce riportata dalla moglie: "Ha detto di aver sentito Pierina, mentre parlava male di Manuela, mentre telefonava a qualcuno, sul proprio balcone". Questa dichiarazione contraddice quanto riferito in precedenza: "Non so, forse ero in confusione durante l'interrogatorio in Procura".
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