Rimini, due nuovi direttori all'Ospedale di Rimini: ecco chi sono e in quali reparti

Nuovi direttori all’ospedale di Rimini per le Unità Operative di Anestesia e Rianimazione (Massimo Baiocchi) e di Urologia (Bartolomeo Zaccagnino)

12 maggio 2026 14:55
Rimini, due nuovi direttori all'Ospedale di Rimini: ecco chi sono e in quali reparti -
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Massimo Baiocchi è il nuovo direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Rimini e Bartolomeo Zaccagnino è il nuovo direttore per l’Unità Operativa Urologia Rimini. I due professionisti sono stati presentati oggi (12 maggio) a Rimini, nel corso di una conferenza stampa alla presenza di Tiziano Carradori, Direttore Generale dell’Ausl Romagna.

Gli incarichi di direzione sono stati conferiti a seguito di apposita procedura di selezione pubblica e formalizzati con delibere del Direttore Generale di Ausl Romagna per una durata di cinque anni.

Massimo Baiocchi, 53enne riminese, si laurea con lode in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna, specializzandosi nello stesso ateneo in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore. La sua carriera professionale comincia all’Ospedale Maggiore di Bologna come medico di emergenza extra-ospedaliera 118 Bologna Soccorso. Nel 2019 diventa Responsabile Struttura Semplice “Alta Intensità – Terapia Intensiva Cardiotoracovascolare” nell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione, Dipartimento Cardiotoracovascolare Irccs Policlinico di S.Orsola a Bologna, occupandosi di gestione terapia intensiva, pazienti sottoposti a trapianto cardiaco, trapianto polmonare, gestione sistemi di assistenza meccanica al circolo, shock cardiogeno, gravi insufficienze respiratorie (Va-Ecmo, VV-Ecmo, Impella), incarico ricoperto fino all’attuale nomina. E’ professore a contratto dell’Università degli Studi di Bologna per la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione, nell’aprile 2025 è stato docente come “Visiting Professor” alla Division of Cardiovascular and Thoracic Anesthesiology della Mayo Clinic, in Florida.

In qualità di direttore intende far leva sulla sua esperienza per valorizzare il team e migliorare sicurezza ed efficienza del percorso di cura all’interno dell’ospedale. In collaborazione con l’Uo di Cardiologia e Medicina d’Urgenza, punta a creare a Rimini un centro avanzato per la gestione dell’arresto cardiaco refrattario e dello scompenso cardiaco, anche attraverso tecnologie all’avanguardia come l’Ecmo, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale di sanità accessibile e di elevata qualità.

Originario di Potenza, Bartolomeo Zaccagnino, 62 anni, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna, dove si è specializzato poi in Urologia. Dopo una prima esperienza professionale alla Casa di cura Rizzola di San Donà di Piave, nell’aprile del 1997 inizia a lavorare nella Divisione di Urologia dell’ospedale Infermi di Rimini prima con un incarico libero-professionale e poi venendo assunto come dirigente medico. Qui dal 2012 al 2019 è stato titolare dell'incarico professionale di consulenza studio e ricerca di Urologia Oncologica, diventato nel 2019 incarico qualificato per la Chirurgia Oncologica Urologica. Dal 2014 e fino al 30 novembre 2022 è stato il Primo Aiuto dell’Urologia di Rimini, quindi il 1° dicembre 2022 è diventato Direttore facente funzione della stessa Unità Operativa che oggi guida.

Nel corso degli anni il dottor Zaccagnino, che ha frequentato anche uno stage in sala operatoria nella Divisione di Urologia dell’Inselspital di Berna del Prof. Studer, ha acquisito competenze e notevole esperienza nel campo della Chirurgia Oncologica (prostata, rene e vescica), delle patologie benigne della prostata e della Calcolosi Urinaria, come in chirurgia uretrale e dell’incontinenza urinaria femminile e maschile. In particolare grazie agli interventi eseguiti per la Patologia Neoplastica Renale l’U.O. Urologia di Rimini è diventata Centro Leader nell’ambito dell’AUSL Romagna.

Tra i suoi principali obiettivi figura l’ulteriore sviluppo della chirurgia robotica e di quella laser, come pure attuare un’integrazione sempre più stretta fra ospedale e territorio.

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